Muse, i danni dello streaming audio sulle copie fisiche dei dischi

Muse, i danni dello streaming audio sulle copie fisiche dei dischi

In una recente intervista rilasciata dal batterista della band capitanata da Matthew Bellamy, i Muse si sono espressi molto contrariati riguardo lo streaming audio e stanno prendendo in considerazione nuove vie per diffondere la propria musica.

Dominic Howard è stato di recente contattato dalla rivista californiana San Diego Union Tribune, a cui ha espresso il suo punto di vista per quanto riguarda la situazione discografica dei giorni nostri e come lo streaming stia sminuendo le copie fisiche dei loro lavori. Una dichiarazione da prendere con le molle che, però, lascia intendere come anche una delle band più sulla cresta dell’onda al momento sia messa a dura prova da questo fenomeno, tanto da pensare di interrompere la produzione di dischi. “Siamo molto preoccupati di come la gente ascolta la musica, oggi, con questa selezione di tracce singole. E la nostra decisione di pubblicare ‘Drones’ non voleva essere dichiaratamente contraria a questo fenomeno. Tuttavia, credo che questa sia stata l’ultima chance, per noi, di stampare un disco. Il modo di consumare musica è molto cambiato in questi ultimi dieci anni, è pazzesco. Anch’io ho cambiato modo di ascoltare musica, e non ascolto più i dischi dall’inizio alla fine, come facevo un tempo. Ecco perché siamo giunti a questa conclusione: se dobbiamo davvero pubblicare un disco, tanto vale pubblicarne uno che abbia senso ascoltare dall’inizio alla fine. Oggi ci sono molte più distrazioni, rispetto al passato, ecco perché questa ci è parsa l’ultima opportunità di pubblicare un album nel senso tradizionale del termine. Il mondo è un posto molto diverso, rispetto a un po’ di tempo fa. E il modo di ascoltare musica è molto diverso da com’era un tempo. Ecco perché stiamo discutendo se pubblicare piccoli gruppi di tracce raggruppate, o soli singoli, da un po’ di anni a questa parte.” Le dichiarazioni del batterista fanno capire come l’avvento delle molte piattaforme streaming e on demand permettano ad ognuno di spaziare con un semplice click da un brano ad unaltro in pochi secondi. Questo, a detta di Howard, farebbe perdere la visione più artistica nel complesso di un album, tralasciando aspetti sui quali una band ha messo impegno e lavoro.

Questa possibile opzione valutata dal gruppo, che però non è stata presa come soluzione definitiva, potrebbe segnare un cambiamento molto rilevante qualora effettuata. Nel frattempo i Muse continuano il loro tour, che li vedrà esibirsi in Italia per ben 5 date dal prossimo 14 fino al 20 di maggio.

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