Intervista a Mattia Caroli e i Fiori del Male: un connubio perfetto di musica e poesia

Intervista a Mattia Caroli e i Fiori del Male: un connubio perfetto di musica e poesia

Abbiamo intervistato Mattia Caroli e i Fiori del Male, una band che unisce letteratura, musica e poesia.

I veri appassionati di musica e di letteratura, alla ricerca di inebrianti emozioni, non possono lasciarsi sfuggire la possibilità di gustare le note dei reatini Mattia Caroli e i Fiori del Male, assaporando passo dopo passo ogni parola presente nei testi e lasciandosi cullare dalla loro arte.
Band d’ispirazione letteraria, che prende il nome dalla nota raccolta di poesie di Charles Baudelaire, è caratterizzata da sonorità vintage, tipiche degli anni ’70, rielaborate con un gusto moderno e spirito innovativo. A febbraio 2015 è arrivato il primo EP per la band, “Every Giro Day”; mentre, il video del fortunatissimo singolo “Saturday Morning” si è aggiudicato il titolo di Best Music Video ai Paris Art & Movie Awards 2015.

Il loro album “Fall From Grace” è uscito il 21 ottobre 2016 per l’etichetta tedesca TimeZone Label ed è il risultato di una co-produzione con lo studio LRS Factory di Roma.
L’album è composto da 12 tracce pregne di rock, indie, blues e jazz, in cui la tematica predominante è l’inserimento dei giovani in una società sempre più fredda e sterile. I protagonisti dell’album sono prevalentemente inetti che scappano dal sistema, dalla realtà che li circonda, rifugiandosi nell’arte.

La band è composta da ben sette membri: Mattia Caroli (voce, chitarra e autore dei testi), Alessio Festuccia (tastiera), Valerio Brucchietti (basso), Niccolò Jacopo Cavoli (tromba), Simone Fusiani (sax e cori), Nicolò Francesco Faraglia (chitarra elettrica) e Pierluigi Foschi (batteria).

Ciao Mattia!
Mattia Caroli e i Fiori del Male, un nome che richiama certamente la letteratura francese e, in particolar modo, Baudelaire. Come mai questa scelta?
In realtà, è iniziato tutto un po’ per scherzo, per gioco. Io e gli altri ragazzi della band amiamo la poesia e siamo appassionati di Baudelaire. I Fiori del Male è un’opera che ha cambiato per sempre la poesia, portandola verso una tipologia nuova, moderna. Il nostro progetto si basa sulla poesia stessa, sulla letteratura in generale e sulle arti visive, per cui il nostro è stato un vero e proprio omaggio a Baudelaire.

Dove e quando vi siete conosciuti? Come è nata l’idea di creare un gruppo?
Siamo cresciuti insieme a Rieti, siamo amici d’infanzia, uniti dalla passione per la musica, oltre che da una grande amicizia. Un giorno, dopo aver scritto dei pezzi, ho chiesto loro una mano e abbiamo dato vita al primo EP. Dopo esserci resi conto che funzionava parecchio, abbiamo deciso di fare sul serio e di creare quindi la nostra band.

Il vostro gruppo è molto numeroso, per cui potrebbe essere un problema riuscire ad andare sempre d’accordo. Qual è il segreto per mantenere l’armonia tra di voi?
Siamo tutti spinti dalla stessa motivazione, abbiamo creato questo progetto ed è fondamentale andare verso la stessa direzione. Siamo molto aperti anche al nuovo: nel tour europeo, infatti, abbiamo avuto con noi un amico che suonava il fagotto, assurdo in un contesto indie e rock, ma ha funzionato. L’armonia è determinata, certo, anche dal fatto che ci conosciamo da sempre. Ci sono i litigi e non c’è un segreto per andare d’accordo; siamo sette persone e abbiamo menti diverse, ma ci unisce il nostro progetto.

“Fall from Grace” è il titolo del vostro album. A che cosa fa riferimento?
“Fall from Grace” è un concetto un po’ mistico, indica la caduta dalle grazie, dalle proprie certezze. I protagonisti sono, per la maggior parte, inetti e un po’ emarginati dalla società. Grazie all’arte, riescono in qualche modo a sopravvivere; la caduta dalle certezze porta alla catarsi che, a sua volta, conduce alla riscoperta di sé.

Decadentismo ed estetismo: vi sentite anche voi un po’ “poeti maledetti”, tormentati dal dissidio interiore e alla ricerca dell’io e dell’ignoto?
Credo che si debba essere un po’ maledetti se si sceglie la strada dell’arte. È tutta una fuga dalla noia del quotidiano, tra tutti sono io quello un po’ più affine a questo tipo di corrente. Non mi reputo un “poeta maledetto”, ma mi rifaccio a loro, sono la mia fonte di ispirazione.

Fate riferimento spesso a una fuga dal sistema, dalla realtà che ci circonda, cosa manca oggi per creare un mondo ideale, che possa evitare questa fuga?
Penso sia impossibile creare un mondo perfetto. Il mondo è quello che è, l’armonia è un’utopia, per quanto tutti desideriamo la pace e la fine delle ingiustizie. Non voglio essere pessimista, ma siamo essere umani così diversi, per cui è difficile trovare un punto di accordo e, purtroppo, non
tutti sono volenterosi in questo senso.

Tra tutte le tracce dell’album, forse “In the summer” è quella più colma di speranza. Speranza in cosa? Qual è per voi (per dirla con le parole di Montale) l’anello che non tiene nella rete della vita, lo spiraglio di luce e di salvezza?
La speranza è fondamentale nella vita e ognuno cerca da solo di crearsi un proprio percorso verso il raggiungimento di questo spiraglio di luce. “In the summer” è ricca di speranza, nel brano ci si domanda cosa si farà dopo l’estate, cercando di dimenticare i problemi e di divertirti, lasciandosi trascinare dagli eventi e dalla vita, senza troppi pensieri.

Quali artisti vi hanno ispirato? Chi ritroviamo nel vostro background musicale?
Sono davvero tantissimi. Tra i più importanti, posso elencarti i Pink Floyd, Syd Barrett, The doors, Liberty X (presenti soprattutto nelle ultime tracce, più rock delle prime), Pete Doherty (artista al quale mi sento molto affine), Tom Wilson o ancora la musica classica. Recentemente ho scoperto, inoltre, un cantante americano che mi piace tantissimo: si chiama Jonathan Wilson e fa revival anni ’60-’70, è davvero bravo.

Quali sono, infine, i progetti futuri?
Il 3 novembre partirà il nostro tour, che si concluderà il 14 dello stesso mese. Sarà un’esperienza condivisa con un cantante tedesco, con il quale ci alterneremo sul palco. A breve pubblicheremo tutte le date sulla nostra pagina Facebook.

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