“Vivere a colori”, il nuovo disco di Alessandra Amoroso – RECENSIONE

“Vivere a colori”, il nuovo disco di Alessandra Amoroso – RECENSIONE
Alessandra Amoroso

Torna raggiante, allegra e soprattutto positiva Alessandra Amoroso con il suo nuovo lavoro “Vivere a colori”. Colori che caratterizzano tutto l’album che vede la cantante pugliese misurarsi con artisti importantissimi del panorama della musica italiana. Da Elisa a Federico Zampaglione, da Tiziano Ferro e Federica Camba. Il tema principale, ascoltando le 14 canzoni presenti nel disco, è sicuramente la vita. La vita in tutte le sue sfaccettature. Sin dal primo singolo “Stupendo fino a qui” Alessandra dice di vivere secondo come fosse l’ultimo e forse è proprio questo che caratterizza la sua visibile crescita artistica.

Il tocco dell’esperienza è immediatamente visibile con il brano “La vita in un anno”, canzone regalata da Tiziano Ferro. È un vero e proprio inno alla vita che combacia perfettamente con l’amore. La persona amata sarà la cura ma soprattutto il senso di tutto. Non parla di cose negative ma si intravedono solo una serie di positività e certezze.

La canzone che probabilmente ci ha maggiormente colpiti è stata “Avrò cura di tutto”. La vita è sempre la protagonista principale, è un qualcosa da vincere. L’amore, anche qui sempre presente, dovrà essere la protezione. Come ribadisce la cantante di Galatina “nel disordine sembra tutto distrutto” eppure c’è sempre quel mare calmo.

Scatenata in “Vivere a colori”, canzone che dà il nome all’intero album ma che porta la firma di Elisa Toffoli. Una melodia piena di ritmo che va sempre più ad aumentare nel ritornello, un brano che fa venire voglia di ballare. Con l’amore è tutto a colori e quasi a volerlo sottolineare Alessandra parla con il pubblico, discute e ribadisce che “se c’è un segreto è vivere a colori”.

Altro interessante brano scritto da Elisa è “Comunque andare” che è quasi un vero e proprio incitamento. Dice di cercare la luce sul fondo delle cose, di ballare sotto al sole senza pensare alle scottature. Gioiosa ma in particolar modo spumeggiante.

La maturità di Alessandra Amoroso si vede anche nelle canzoni “L’unica cosa da fare” e “Mi porti via da me”, la prima lenta, quasi supplicata. Una preghiera a se stessa da vedere quasi come una motivazione per andare avanti; la seconda che sprigiona una voce quasi consumata che chiede di essere ascoltata.

Molto bella e piacevole anche “Sul ciglio senza far rumore” che apre ogni strofa con la frase “ogni volta che tu…” seguito da un verbo che, nonostante indichi sempre una vicinanza fisica mostra nel resto della canzone una distanza, una “sofferenza di cui siamo parte in causa, di cui siamo parte lesa”.
“Nel tuo disordine” è stata scritta dal frontman dei Tiromancino Federico Zampaglione e sembra quasi di risentire l’Alessandra Amoroso dei primi tempi.

La leggerezza di “Apparentemente” e la varierà di parole “Se il mondo ha il nostro volto” confermano la diversità di questo nuovo disco. La voce è più curata e in “Fidati ancora di me”, una delle canzoni più valide del disco, viene ancora più marcato.

Chiudono “Non sarà mai” e “Il mio stato di felicità”, canzone allegra, attiva, ma soprattutto divertente per chiudere l’album di un’artista che, come chiarisce, non sopporta “il concetto di normalità”.

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