E’ morto David Bowie: cosa ci lascia in eredità?

E’ morto David Bowie: cosa ci lascia in eredità?

C’è un giorno preciso, in tutta la carriera di un musicista, in cui la sua arte risuona sempre un po’ più forte: è il giorno in cui muore. E oggi, in un lutto che serpeggia un po’ ovunque, canzoni come “Life on Mars”, “Heroes” e “Absolute Beginners” sono nella testa di chiunque: David Bowie, leggenda poliedrica del rock, ci ha lasciato ieri 10 gennaio, a causa di un cancro contro cui lottava ormai da più di un anno.

Sui social impazzano link con i suoi brani più famosi, piccole frasi e pensieri dai fan più accaniti (e non solo), e gira una gif che ripercorre i suoi mille volti, disegnata dall’illustratrice Helen Green, sua grande fan, in occasione del suo 68° compleanno. E’ stato strano risvegliarsi con un pietra miliare della musica in meno; ancor più strano se pensiamo che due giorni prima eravamo intenti ad ascoltare Blackstar, sua ultima fatica, uscita proprio per festeggiare il suo 69° compleanno.

Se pensiamo a lui, non possiamo fare a meno di immaginare i suoi occhi bicolore, il suo corpo esile e elegante, i suoi mille personaggi, la sua capacità di rendere ogni brano in maniera diversa pur restando sempre David Bowie. In realtà, il suo nome all’anagrafe è David Robert Jones che divenne quello che tutti conosciamo solo nel
1966. Tre anni dopo, il successo: “Space Oddity” comincia a scalare le classifiche, a cui seguirono altre hit come “Let’s Dance”, “Rebel rebel”, “Suffragette City” e il featuring con i Queen in “Under Pressure”.

David Bowie con Freddie Mercury

La sua vera forza, però, nacque insieme all’invenzione del suo personaggio: l’extraterrestre androgino Ziggy Stardust. Non che gli sia mai servito un alter ego che lo rendesse più interessante di se stesso: chi non conosce la sua musica, infatti, ne ha sicuramente sentito parlare per gli scandali che riuscì a mettere su negli anni 70-80 senza il minimo sforzo. Dalla sua presunta omosessualità (diventata poi bisessualità) alla congetturata orgia tra lui, Mick Jagger e le rispettive mogli, il nostro Bowie- Stardust ha sempre trovato il modo di far parlare di sé ed agire sicuramente al di fuori di qualsiasi schema o standard imposto, nella vita privata come nella musica.

E’ triste pensare che l’album che era uscito per festeggiare la soglia dei suoi settant’anni sia nel giro di tre giorni diventato il suo testamento. In una canzone in particolare, “Lazarus”, si è perfino arrivati a parlare di profezia solamente perché in due versi la Leggenda ha scritto: “Guardate lassù, sono in paradiso”. Curioso sicuramente che il suo compleanno e la sua dipartita siano avvenuti in una successione di eventi così serrata, ma parlare di parole profetiche è veramente un po’ troppo, sia per la sua memoria sia per la nostra logica. Era malato di cancro da 18 mesi, la sua è stata una battaglia breve ma a detta dei familiari anche molto dura.

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David Bowie: la copertina dell’album “Aladdin Sane”

Non ci sono dubbi: ciò che David Bowie ci lascia in eredità è un mondo a parte. E’ una realtà- la sua- fatta di cose strane e surreali, episodi, personaggi, modi di fare che per capirli ci metti un po’, devi guardarli più volte (o ascoltarle, come nel caso delle sue canzoni) per comprendere davvero e in pieno dove volesse arrivare. Ciò che rattrista, ora, è che seppure all’improvviso potremmo renderci conto di aver avuto, in un lampo di genio, l’illuminazione esatta di ciò che era e ha rappresentato per la musica, non avremo mai più la possibilità di conferma. Forse. Alla fin fine, con lui, tutto può essere: capace che tra due giorni spunta un manoscritto in cui ci spiega passo passo ogni cosa, dalla nascita di Ziggy alla sua reale natura… che sia davvero un extraterrestre ora tornato in patria?

E il modo migliore per lasciarvi oggi, mi sembra proprio farlo con una sua citazione: “Essere al sicuro è l’ultima cosa che voglio. Voglio andare a letto tutte le sere dicendo: -Se non dovessi più svegliarmi, posso almeno dire di aver vissuto da vivo!”.
Ti assicuro che ci sei riuscito. Ciao David, ci mancherai.

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