Intervista ad Anamor, la mujer peculiar che parla alle orchidee

Intervista ad Anamor, la mujer peculiar che parla alle orchidee

Una figura che non passa certo inosservata: fisico prorompente e voce originale, Anamor sta spopolando anche in Italia. Ha fatto il suo ingesso sulla scena musicale nel 2007, con l’uscita del disco “De lo tanto que te amo” negli USA. Il brano “Damela sì” l’ha resa celebre nel panorama pop-dance latino. Ora invece la sua musica è tornata alla sua terra d’origine, col nuovo singolo “Un anno senza te”. Si tratta di un duetto con Julio Iglesias jr, di cui abbiamo voluto sapere di più chiedendo alla diretta interessata…

Da dove nasce il tuo nome d’arte?
Anamor è un cariño di mio padre, perché il mio vero nome è Annamaria e lui mi chiamava sempre “Anna… Amore…”. Da lì nasce Anamor.

Ti senti più italiana o americana?
Io sono italiana, anche se vivo da quindici anni negli Stati Uniti. Mi manca l’Italia, il suo calore. Negli USA non c’è la stessa solidarietà e una vera italiana, di origine calabrese come me, ne risente un po’. Mi sono divertita molto cantando anche in spagnolo e in inglese nell’album uscito nel 2007 (“De lo tanto que te amo”). Adesso però stiamo lavorando per un album tutto in italiano.

Ormai sei diventata un’icona gay…
Le più grandi star sono icone gay: Cher, Madonna, Lady Gaga. A me fa piacere. Nel mondo gay piacciono le cose raffinate, particolari, hanno molto gusto. Anche loro sono pubblico e anzi sono quelli che comprano i dischi.

Ti hanno spesso definita la nuova Cher. Pensi ci sia una somiglianza reale?
Spesso mi hanno paragonata a lei, e non solo. Basta farsi i capelli ricci e dicono che sono la Ferilli. Son cose cariñose. Cher è una grande star, l’adoro, ma io sono io. Ogni artista ha la sua espressione e il suo carisma.

E per quanto riguarda chi mette in dubbio la tua femminilità?
In Spagna hanno detto che ero un uomo, per il mio timbro e le mie gambe, però questo accade perché sono una mujer peculiar. Se fai questo lavoro è inevitabile: ai personaggi noti ne dicono tante, specialmente sui social network, ma ormai ogni artista è abituato.

Quanto c’è di personale nel tuo nuovo singolo?
Questa canzone è autobiografica. Il mio matrimonio durava da nove anni ed è naufragato in un anno, all’improvviso. Accarezzando la natura e guardando il tramonto, io e il mio socio Alfio Scoparo, insieme con Julio, ci siamo raccontati le nostre esperienze amorose. Storie che vengono e che vanno, matrimoni finiti male. Così è nato il singolo “Un anno senza te”.

Come è nata la collaborazione con Julio Iglesias jr?
Ci siamo conosciuti nel 2007, alle classifiche del Billboard. Poi abbiamo partecipato a un video in Spagna. Tra noi c’è grande complicità, non solo musicale ma anche personale e umana. Quando ha sentito questa ballata, ne era entusiasta. Desiderava cantare in italiano e così è nato questo duetto, raccontandoci le nostre disavventure.

Cosa vi accomuna?
La musica, Miami, il Sushi. Lui è uno showman: è simpaticissimo e ti fa sorridere. Entrambi amiamo la natura. Quando è venuto nel mio studio in Italia ha visto la mia orchidea e si è meravigliato che mi durasse da un anno. Io con le orchidee ci parlo, è quello il segreto. Devi amarle come ami il tuo lavoro, la tua musica, tua moglie. Io mi sveglio alla mattina e ci parlo. Parlo anche con Dio e non me ne vergogno.

Ci sono voci sulla relazione tra te e Julio Iglesias jr…
Quello con Julio è un sodalizio solo professionale. Stiamo componendo un album meraviglioso e tra di noi c’è solo stima musicale e amicizia. Sono amica della moglie e smentisco le voci su una presunta relazione tra me e Julio. Ci tengo a non compromettere quest’amicizia, che dura da 8 anni. Quello di adesso è un grande lavoro che stiamo facendo con molta passione.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ora stiamo lavorando in studio per finire l’album, che spero riesca ad uscire nella primavera del 2016.

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