John “Bonzo” Bonham in 10 canzoni dei Led Zeppelin

John “Bonzo” Bonham in 10 canzoni dei Led Zeppelin

Considerato il miglior batterista rock di sempre, 35 anni fa John Henry “Bonzo” Bonham veniva trovato senza vita nella villa di Jimmy Page dopo una notte di eccessi alcolici. Una – difficile – scelta per la top 10 di 2duerighe dedicata a Bonzo.

John Bonham è considerato una leggenda della musica leggera e legittimare ulteriormente questa nomina sarebbe ampolloso. Sarebbe anche noioso riaffermare quanto importante sia stata la sua attività di musicista in quello straordinario – quanto irripetibile – panorama musicale dell’epoca: quegli anni ’60 e ’70 che la patina di nostalgia mantiene intatti attraverso la loro importanza culturale. In un mondo di bio-citazioni e foto gallery a tema,  il modo migliore per omaggiare un musicista, apprezzandone il talento – e non solo gli episodi del mito al limite dell’umano – è ascoltare semplicemente la sua musica.

Nel corso della storia della musica leggera Bonzo con la sua innovativa tecnica riuscì a mescolare elementi propri dei classici jazz con il blues, rivoluzionando il ruolo della batteria all’interno del movimento della musica leggera. Con un tocco grave e preciso influenzò generazioni di artisti fra cui, tanto per citarne uno, Dave Grohl. Di seguito 10 brani dei Led Zeppelin in cui Bonham scandisce il tempo alla band del Dirigibile in maniera esemplare e costruttiva: una rappresentazione sonora della tempra ritmica con cui Bonzo conquistò un posto nell’Olimpo del Rock come nel cuore di milioni di batteristi.

#1 Moby Dick.

Impossibile conoscere i Led Zeppelin senza aver ascoltato questo brano: l’origine degli assoli di batteria moderni. Pubblicato nel 1969 all’interno dell’album “Led Zeppelin II”, il titolo è liberamente ispirato all’omonima balena bianca antagonista nel capolavoro indiscusso della letteratura anglo-americana firmato Melville. Ne esistono svariate versioni – riprodotte da Bonham anche a mani nude – e nei più disparati contesti dal vivo. Rimanendo fedeli a un minimo di atmosfera abbiamo scelto la versione del 1973 eseguita nel famoso concerto al Madison Square Garden di New York da cui nacque il film-live “The Song Remains The Same”. Nel video è anche possibile osservare la passione di Bonzo per le automobili e la natia campagna inglese da cui iniziò suonando batterie di plastica rudimentalmente costruite in casa.

#2 When The Leeve is Break.

Dal profondo west col groove. Questo è il messaggio del brano datato 1974 e contenuto in “Led Zeppelin IV”. Nel suo perfetto connubio col basso di John Paul Jones, il suono della batteria è stato registrato all’interno dell’ingresso della villa di Jimmy Page dove John Bonham eseguì le parti di batteria sfruttando l’eco offerto dalla sala e donando al suo strumento il timbro primordiale che caratterizza batteristicamente il brano, ripreso più volte per vari campionamenti negli anni ’80.

#3 Bonzo’s Montreux.

Brano d’avanguardia batteristica. Registrato in Svizzera nel 1976 con Jimmy Page agli effetti elettronici, fu pubblicato postumo da quest’ultimo dopo un’accurata selezione dei nastri nella raccolta “Coda” del 1982: traccia perfetta per salutare Bonham.

#4 Bring It On Home.

Puro spirito blues in questa interpretazione dal vivo di Bonham e compagni eseguita nel celebre concerto al Royal Albert Hall di Londra nel 1970. Il brano, contenuto in “Led Zeppelin II”, avvolge subito l’ascoltatore con la sua atmosfera per poi scuoterlo esplodendo in tutta la sua potenza di suono. A voi ulteriori dettagli percettivi.

#5 Heartbreaker.

Brano storico del Dirigibile, qui, nella versione contenuta in “How The West Was Won”, live-album pubblicato solo nel 2003 ma registrato in occasione di due concerti a Long Beach e Los Angeles nel 1972. Come da titolo, letteralmente una “strage” – di godimento musicale – e non aggiungiamo altro.

#6 Black Dog.

Pubblicata nel 1971 in “Led Zeppelin IV”, il brano riscosse subito un grande successo tanto da essere. secondo la sociologa Deena Weinstein, la canzone più riconoscibile dei Led Zeppelin. Nella variante da noi proposta, la versione suonata nello storico concerto svolto a Earls Court nel maggio 1975, con “Out On The Tiles” medley. Succinta.

#7 For Your Life.

Un brano eccezionale datato 1976 e contenuto in “Presence”. Questa canzone non fu mai suonata in pubblico prima del 2007, anno in cui avvenne la reunion della band – a quanto pare legata a quella singola serata – con relativo concerto alla O2 Arena di Londra. In questa unica versione Jason Bonham, figlio di Bonzo, alle pelli, ingaggiato da Plant e soci per l’occasione con emozionanti risultati.

#8 Good Times Bad Times.

Il primo brano di successo dei Led Zeppelin contenuto nell’album d’esordio del 1969. Metaforicamente il momento in cui John Bonham si affacciò sul panorama musicale del tempo e, a colpi di “triplets” (figura  ritmica composta da 2 sedicesimi e 1 ottavo n.d.r.) disse: “ragazzi la batteria si suona così”.

#9 The Crunge.

In questo brano del 1973 contenuto in “Houses Of The Holy”, Bonham da sfogo a tutto il suo groove. Talmente funk da venir reinterpretata dalla Joshua Redman Elastic Band nell’album “Momentum” del 2005.

#10 The Rain Song.

Ebbene sì non c’è “Stairway to Heaven” in questa sudatissima classifica bensì questa traccia del 1973. Un brano, dolcemente alternativo, per salutare John Bonham.

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