Sanremo 2026 e nepobabies: quando il cognome fa discutere più della canzone
Il nepotismo creativo in Italia resta un tema caldo. Sono numerosi gli artisti figli di genitori già affermati che hanno intrapreso la carriera nel mondo dello spettacolo. C’è chi accusa queste giovani leve di beneficiare di una “passerella privilegiata” grazie al cognome, e chi invece sostiene che il talento possa essere davvero ereditato, frutto del lavoro e della dedizione trasmessi dai genitori. A maggior ragione, in questo Sanremo, la partecipazione di quattro figli d’arte ha acceso le polemiche. Eppure, serata dopo serata, sul palco dell’Ariston, ci si è chiesti molti si sono chiesti se il talento di questi giovani artisti riuscirà davvero a distinguersi dal peso del cognome.
Elettra Lamborghini
Difficile non sentire il suo nome senza collegarlo alla marca di macchine da lusso. Classe 1994, Elettra Lamborghini si è imposta come cantante dalla personalità esuberante, diventando ormai una figura consolidata della cultura pop italiana e internazionale. Il suo cognome parla da sé: è figlia dell’imprenditore Tonino Lamborghini e nipote di Ferruccio Lamborghini, fondatore dell’iconica casa automobilistica di lusso.

Elettra Lamborghini insieme a suo padre Tonino.
Foto: Radio Italia
Ha iniziato a farsi conoscere partecipando a reality show spagnoli come Gran Hermano VIP, Super Shore e Geordie Shore, oltre che a programmi italiani come Riccanza. Dal 2018 si dedica principalmente alla musica, ottenendo grande successo con numerosi singoli nel corso degli anni. Nel 2020 debutta a Sanremo, tornando poi sul palco dell’Ariston nel 2026.

Elettra Lamborghini durante la sua partecipazione a Sanremo 2026.
Foto: Daniele Venturelli//Getty Images
Con la sua spontaneità e il suo carisma, Elettra ha conquistato il pubblico della kermesse, strappando spesso sorrisi in un contesto come quello sanremese, dove ogni dettaglio è studiato nei minimi particolari. Nonostante le critiche che l’hanno accusata di nepotismo e di non essere “pronta” per il Festival, lei non si è mai lasciata scoraggiare. Consapevole del vantaggio derivante dal cognome, Elettra ha sempre dichiarato di voler dimostrare il proprio valore con il lavoro e la dedizione, andando oltre l’eredità familiare. E a giudicare dai risultati, sembra proprio che ci stia riuscendo.
Tredici Pietro
Il suo nome non richiama alla eredità familiare ed è stata una sorpresa per molti sapere che è il figlio di un noto cantante della scena musicale italiana. Pur essendo presente sulla scena da qualche anno, Tredici Pietro – vero nome Pietro Morandi – ha fatto il suo debutto sul grande palco di Sanremo nel 2026. Dal suo nome d’arte non si direbbe, ma il giovane nato nel 1997 è figlio della storica icona della musica italiana Gianni Morandi. La scelta di un nome d’arte senza cognome sembra riflettere la volontà di distaccarsi dall’eredità di un cognome ingombrante: se da un lato può aprire molte porte, dall’altro rischia di accentuare il confronto con il padre.

Tredici Pietro nella redazione di Fanpage.
Foto: Francesco Galgano
La sua carriera musicale si colloca nel mondo del rap: debutta nel 2018 con il singolo Pizza e Fichi e, negli anni, consolida il suo percorso con collaborazioni importanti, tra cui quella con Fabri Fibra nel brano Che gusto c’è (2025).
Quest’anno Pietro approda a Sanremo nella sezione Big per la prima volta. Durante la serata delle cover, interpreta Vita – il celebre brano reso immortale da Gianni Morandi e Lucio Dalla – insieme a Galeffi, Fudasca & Band, con il padre che lo raggiunge sul palco in un momento carico di emozione.

A sinistra Gianni Morandi e a destra Tredici Pietro durante la serata cover a Sanremo 2026.
Foto: Daniele Venturelli//Getty Images
Non sono mancate le critiche: molti hanno insinuato che Tredici Pietro avesse coinvolto il padre per ottenere visibilità e favoritismi. Ma sul palco a prevalere è stata la complicità familiare e l’orgoglio condiviso, trasformando l’esibizione in un grande momento sia professionale sia personale per entrambi i Morandi.
Leo Gassmann
Non si può parlare dell’avventura sanremese di Tredici Pietro senza citare la polemica sorta con il padre di un altro figlio d’arte, Leo Gassmann. Il dibattito, nato tra i loro genitori, si è concentrato sulla serata delle cover. Alessandro Gassmann, padre di Leo e noto attore italiano, aveva lamentato sul suo profilo Instagram un presunto trattamento ingiusto: secondo lui gli era stato impedito di partecipare come ospite a una serata perché collegato alla famiglia di un concorrente, mentre Gianni Morandi aveva potuto duettare con il figlio Tredici Pietro senza problemi.
Screenshot del post di Alessandro Gassmann che ha scatenato la polemica.
Foto: Instagram
La polemica si è però spenta rapidamente: il direttore artistico Carlo Conti ha chiarito che non esiste alcuna regola che vieti la partecipazione di parenti di cantanti in gara. L’assenza di Alessandro Gassmann sul palco, ha spiegato, era dovuta a una scelta già presa in precedenza: durante le serate di Sanremo non sarebbe stata promossa nessuna fiction.
Tornando ai protagonisti, Leo Gassmann è figlio di Alessandro Gassmann e nipote della leggenda del cinema italiano Vittorio Gassman: un vero e proprio “nepobaby al quadrato”. Poliedrico, Leo si muove tra musica e recitazione, combinando eredità familiare e talento personale.
Ha iniziato la sua carriera musicale nel 2018 partecipando a X Factor, per poi vincere nella sezione “Nuove Proposte” del Sanremo Music Festival 2020 con Vai bene così. Torna sul palco dell’Ariston nel 2026 tra i Big.

Leo Gassmann a Sanremo 2026.
Foto: Ansa / Ettore Ferrari
Nonostante il cognome di grande peso nel panorama italiano, soprattutto cinematografico, Leo sta dimostrando con le sue capacità artistiche che a volte andare oltre l’eredità familiare può riservare grandi sorprese.
LDA
Un nome d’arte che, a primo impatto, sembra quasi l’inizio di un codice fiscale — solo al contrario. Nulla di insolito, se non fosse che LDA è l’acronimo di Luca D’Alessio, giovane artista italiano e figlio del cantautore Gigi D’Alessio. Un legame che non sarebbe così immediato se non si conoscesse il suo vero nome, ma che inevitabilmente porta con sé un peso specifico: quello delle aspettative. Diventare “come il padre” è un confronto silenzioso ma costante. Forse è anche per questo che la scelta di un acronimo sembra voler attenuare l’impatto di un cognome tanto celebre quanto ingombrante.

A sinistra LDA, nome d’arte di Luca D’Alessio, col padre Gigi D’Alessio.
Foto: Roberto Panucci – Corbis//Getty Images
Classe 2003, Luca D’Alessio è tra i più giovani della nuova generazione musicale italiana, ma ha già costruito un percorso significativo. Si fa conoscere al grande pubblico partecipando ad Amici (edizione 2021–2022), dove conquista il quinto posto. Il singolo Quello che fa male ottiene un grande riscontro, fino al disco di platino, e nel 2023 arriva la prima partecipazione a Sanremo tra i Big, esperienza che replica in coppia artistica con Aka7even nel 2026.

A destra LDA con il suo compagno artistico Aka7even a Sanremo 2026.
Foto: Photo Credit: Ansa / Ettore Ferrari
Crescere in una famiglia immersa nella musica è senza dubbio un vantaggio, ma anche una responsabilità. LDA sta lavorando per costruire una propria identità artistica, cercando di emanciparsi dall’etichetta di “figlio di” e dimostrare che, oltre al cognome, c’è una voce e un percorso personale pronti a farsi ascoltare.




