The Kooks: la recensione del concerto al Villa Arconati Music Festival

The Kooks: la recensione del concerto al Villa Arconati Music Festival
The Kooks: la recensione del concerto al Villa Arconati Music Festival

The Kooks: la recensione del concerto al Villa Arconati Music Festival
The Kooks: la recensione del concerto al Villa Arconati Music Festival

C’è chi sorseggia una birra fresca, chi si siede sul prato e chi impaziente resta in piedi aspettando che i The Kooks salgano sul palco. È il 21 luglio e siamo a Bollate, per l’ultima esibizione in programma al Villa Arconati Music Festival 2015. Questo progetto musicale è durato un mese: iniziato con Patti Smith il 20 giugno, si è chiuso in bellezza con i The Kooks.

La location è davvero affascinante: la villa settecentesca fa da sfondo al grande parco in cui gazebi bianchi e palco sono stati allestiti. I fan iniziano a fremere intorno alle 21 e sembra che il momento dell’apparizione sullo stage stia per arrivare. Il pubblico si avvicina e finalmente eccoli: il cantante Luke Pritchard, Huge Harris alla chitarra, Peter Denton al basso e Alexis Nunez alla batteria. Indossano camicia bianca e pantaloni neri, un look non eccentrico ma un po’ british.

In effetti i The Kooks hanno preferito dare più risalto alla musica che all’apparenza. Hanno tralasciato incredibili effetti speciali, per far cogliere al pubblico  il vero scopo del concerto: presentare il nuovo album “Listen” e diffondere buona musica indie rock. Il risultato è stato senz’altro conseguito e già dopo i primissimi brani l’aria è cambiata, in un’atmosfera carica di energia.

I The Kooks hanno scelto di alternare presente e passato, abbinando vecchie hit ai brani del nuovo disco. Così, anche canzoni come She Moves in Her Own Way e Junk of the Heart hanno potuto scaldare la folla. A momenti di trepidazione sulle note di Bad Habit sono seguite anche melodie più romantiche. Luke si è ritrovato solo sul palco con il piano, ad emozionare giovani e meno giovani con See me now. Il tempo del rock non è ancora finito però: il cantante ha voglia di scatenarsi, sale sulla pedana e poi improvvisa un “Grazie mille” con accento inglese.

Il concerto si è chiuso sulle note di Naive, il brano più celebre dei The Kooks. La musica è terminata, ma i fan sono tornati a casa con qualcosa in più: una bella serata e tanta buona musica nel cuore.

Sofia Muschio
22 luglio 2015

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