Emanuela Cortesi, corista e grande voce italiana si racconta a 2duerighe.com

Emanuela Cortesi, corista e grande voce italiana si racconta a 2duerighe.com
Emanuela "Manu" Cortesi durante uno dei suoi ultimi live.

Emanuela "Manu" Cortesi durante uno dei suoi ultimi live.
Emanuela “Manu” Cortesi durante uno dei suoi ultimi live.

Emanuela Cortesi o come è chiamata da tutti Manu, è una delle voci più calde del panorama musicale italiano. Romagnola al 100%, Manu inizia la sua carriera giovanissima come solista e, dopo aver vinto il Festival di Castrocaro nel 1973 si classifica al quinto posto al Festival di Sanremo del 1974 con il brano “Il mio volo bianco”.
Oggi Emanuela è conosciuta dal pubblico per essere una delle coriste italiane che ha accompagnato i maggiori artisti della nostra penisola, da Eros Ramazzotti a Laura Pausini fino ad arrivare al grandissimo Lucio Dalla.

Noi di 2duerighe.com abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Manu facendoci raccontare qualche aneddoto sulla sua vita da corista e approfittandone per capire il suo punto di vista sui talenti emergenti.

Manu, quale consiglio ti senti di dare ai giovani che si apprestano a iniziare una carriera da cantanti?

“Prima di tutto di essere sinceri con se stessi e di proteggere il proprio talento con grande senso di gratitudine visto che non lo si può comprare al supermercato. Nello stesso tempo però consiglio di non essere avidi e tenerlo per sé ma di condividerlo con gli altri.”

Ormai i giovani talenti sono solitamente scoperti dai talent show. Sei d’accordo con questa nuova e quasi unica modalità di selezione?

“Ricordo discografici attivi e sempre pronti a uscire dai propri uffici per andare alla ricerca di talenti nuovi e così li trovavi alle manifestazioni, nei locali, nelle cantine. Sembravano ‘ fiutare ‘ come segugi la preda da lanciare sul mercato. C’era un percorso VERO che implicava scelte basate sulle reali capacità e la crescita del talento, di conseguenza , sarebbe successivamente diventata una carriera a tutti gli effetti per chi avrebbe avuto VERAMENTE qualcosa da dire. Ora mi sembra che tutto sia impostato più sullo ‘Show’ televisivo che altro. Le emozioni diventano competizione e si dà quasi più importanza a chi giudica mentre i ragazzi che partecipano restano quasi sempre delle meteore. Sono dispiaciuta per questo e anche perché ormai moltissimi locali hanno chiuso ed esistono sempre meno posti per suonare. In più credo che questi talent sviluppino poco il senso di aggregazione musicale fra i partecipanti. Tutti desiderano essere solisti. Anche di questo sono molto dispiaciuta.”

Per tanti anni sei stata al fianco di Laura Pausini come corista. Quale momento ricordi con maggiore entusiasmo ripensando a questa esperienza?

“Con Laura mi sento come a casa. Parliamo in dialetto e ci si rispetta sia sul palco che nella vita. C’è sempre molto entusiasmo ogni volta che si lavora insieme e io la osservo da lontano come può fare una sorella maggiore.Sono sempre felice quando sono sul palco e in studio con lei, sono a mio agio.Mi piace lavorare con Laura..”

Sei stata corista di Lucio Dalla nell’ultimo tour del grandissimo cantautore. Cosa provi oggi ripensando a quei momenti?

“Provo un’immensa gratitudine e una grandissima nostalgia. Con Lucio ho imparato a vivere il palco come vivere la vita. Nessuna differenza… Nessuna maschera… Nessuna recitazione. Lui era semplicemente se stesso e ti portava ad essere tale. A lui devo tantissimo. Io e il mio compagno siamo il suo ultimo miracolo.. Grazie Lucio”

Con il tour di Laura Pausini hai cantato anche all’estero. Quali sono secondo te le differenze sostanziali tra il pubblico italiano e quello straniero?

“Devo dire che io ho un buonissimo rapporto col pubblico. È il mio principale alleato, il mio grande tesoro. Ancora oggi quando vado all’estero mi vengono a trovare tutti. Il pubblico è meraviglioso e capisce quando sei sincero. Il pubblico si emoziona con te e ti sostiene se ti concedi a lui regalando sinceramente le emozioni che provi. All’estero ti ascoltano e apprezzano la musica in generale di più perché è nella loro cultura. Si studia come materia principale nelle scuole ed essere un musicista significa qualcosa”

Dicci cosa è per te la musica…

“È il linguaggio che mi permette di interagire con le persone di tutto il mondo. La musica è REALMENTE un linguaggio universale. La musica è il mezzo, il mio modo per entrare nel cuore delle persone.”

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Fare cori.. Dischi.. Insegnare….Dipingere… Fare una mostra… Scrivere un libro…”

Enrica Iacono
7 aprile 2015

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