Djs Without Borders. Può la musica diventare “sociale?”

Djs Without Borders. Può la musica diventare “sociale?”

DWBÈ possibile rendere la musica “sociale”? E’ possibile grazie alla musica trovare un punto di incontro con realtà spesso troppo emarginate? I “Djs Without Borders” ci stanno provando.

Sono ragazzi giovani, poco più che ventenni, che hanno scelto la musica per aiutare il prossimo e se il prossimo è il figlio di un detenuto a Rebibbia, direi che è un grande aiuto. Luca Donvito, 23 anni, nel 2011 ha creato questa associazione no profit il cui unico scopo è far arrivare la musica dove sembra che qualcuno non possa sentirla. Si è attorniato di altrettanto validi e intraprendenti ragazzi e insieme hanno iniziato questo viaggio. Prima tappa all’Opera Nazionale per la Città dei Ragazzi di Roma, dove hanno riunito giovani di diverse nazionalità nell’uso della strumentazione musicale. A seguire, nel carcere minorile di Casal del Marmo, hanno organizzato una serata per i giovani detenuti, con l’intento, almeno per una sera, di farli “evadere” con la mente e con la musica. Il 25 maggio 2013 sono stati invitati al carcere di Rebibbia per l’evento “Lasciamoli crescere insieme” ideato da Roma Capitale, per permettere ai detenuti e alle loro famiglie di passare qualche ora insieme sfruttando a pieno il potere che ha la musica: connettere emotivamente le persone e portarle a sentirsi più vicine.

L’ultima iniziativa è stata raggiungere l’Aquila, questo aprile, per il quinto anniversario dal terremoto e suonare in collaborazione con alcuni Djs del posto mettendo in pratica l’insegnamento che dove il mondo fallisce arriva la musica.Si interessano, sono intraprendenti, hanno dalla loro la voglia di coinvolgere e l’entusiasmo tipico dei giovani mixato a una spiccata sensibilità verso chi ha più bisogno. E proprio per questo stanno raccogliendo sempre più consensi.La musica permette all’anima di evadere, al corpo di sfogarsi e alla mente di rigenerarsi, metterla a disposizione di chi non pensa di meritare ciò o di chi non osa chiederlo è un grande esempio di altruismo.

John Lennon diceva che la musica è di tutti i “Djs Without Borders” provano a renderlo reale.

Chiara Marengo

19 luglio 2014

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