Sanremo 2026: il cerchio si stringe, una classifica che stupisce
La terza serata della 76ª edizione del Festival di Sanremo segna un punto di non ritorno. Dopo aver ascoltato i restanti 15 Big, il quadro della competizione è finalmente completo e i dubbi da “prima volta” lasciano spazio alle prime, solide certezze. Ad accompagnare Laura Pausini e Carlo Conti in questa maratona musicale, una co-conduzione eterogenea: il fascino internazionale di Irina Shayk, le trasformazioni di Ubaldo Pantani e l’energia dei vincitori delle Nuove Proposte, Angelica Bove e Niccolò Filippucci.
Le certezze del podio e i vincitori morali
Se c’è una rivelazione che mette d’accordo tutti, questa è Serena Brancale. La sua Qui con me non è solo un’interpretazione ineccepibile, ma si conferma come una delle candidature più serie alla vittoria finale. Parallelamente, il Festival sembra aver già trovato il suo “vincitore morale”: Sal Da Vinci. Con Per sempre sì, l’Ariston ha scovato il brano destinato a dominare le classifiche, i passaggi radiofonici e i trend social delle prossime settimane.
Cresce vertiginosamente anche Arisa, che sera dopo sera rende la sua Magica favola sempre più potente e intensa, scalando posizioni nel gradimento generale. Malika Ayane, con la sua Animali notturni, si conferma una fuoriclasse: la padronanza del palco è assoluta e il brano acquista spessore ad ogni ascolto.
Performance a fuoco e momenti di spettacol
La serata ha vissuto momenti di grande energia grazie a Samurai Jay, che con Ossessione ha regalato uno dei pochi momenti movimentati di questa edizione, impreziosito da un’incursione a sorpresa di Belen Rodriguez sul palco. Buone notizie anche per Tredici Pietro: la sua Uomo che cade appare ora molto più centrata e la performance vocale decisamente più a fuoco rispetto all’esordio.
Sul fronte dei veterani, Raf festeggia i suoi 66 anni con una presenza scenica che mette d’accordo tutti, sopperendo a un brano che fatica a decollare ma che brilla per carisma. Maria Antonietta & Colombre continuano a dare un tocco di colore e leggerezza, perfetti per l’apertura di serata.
L’emozione del palco e i brani “in sospeso”
Non per tutti il secondo ascolto è stato risolutivo. Se Sayf con Tu mi piaci tanto inizia a farsi strada nonostante l’emozione evidente, altri artisti sembrano rimasti bloccati dalla tensione dell’Ariston. È il caso di Eddie Brock, apparso meno incisivo rispetto ai suoi lavori precedenti, e di Luchè, che con Labirinto continua a dare un’impressione di disorientamento che penalizza il brano.
Restano in una zona “grigia” artisti come Francesco Renga, Mara Sattei e Michele Bravi: le voci sono indiscutibili, ma i loro brani – pur essendo mediamente belli – faticano a svettare o a lasciare un segno profondo in una gara così densa di proposte. Anche Leo Gassmann, nonostante un’esibizione molto tecnica e pulita, sembra mancare di quell’impatto emotivo necessario per scalare la classifica sanremese.
Verso la serata delle Cover
Con tutti i 30 brani ora “metabolizzati” dalla stampa e dal pubblico, l’attenzione si sposta sulla serata delle cover, che rimescolerà ulteriormente una classifica che già ora presenta non poche sorprese.
La classifica provvisoria della seconda serata vede trionfare con molti colpi di scena: Arisa, Luchè, Sayf, Sal Da Vinci e Serena Brancale.




