7 anni fa se ne andava Pino Daniele e “resta quel che resta”
Un ricordo indelebile quello di Pino Daniele, che è venuto a mancare proprio sette anni fa, d’improvviso, nella tarda serata del 4 gennaio. Era il 2015, un infarto lo ha costretto a lasciare Orbetello per essere ricoverato a Roma, all’Ospedale Sant’Eugenio e, alle 22.45 di quella prima domenica dell’ anno, si è avuta notizia della sua scomparsa.
Come lo ha ricordato Napoli
L’artista è considerato da tutti uno dei migliori cantautori di sempre del panorama italiano e non solo. La sua voce ha fatto cantare e ballare milioni di persone e le sue canzoni sono state sottofondo di molti capolavori cinematografici, soprattutto quelli del compatriota Massimo Troisi. Dopo la scomparsa di Pino Napoli ha pianto per giorni, organizzando flashmob, eventi e concerti. Verso la fine di settembre 2015, la città ha reso omaggio al cantautore dedicandogli una via presso le vicinanze della sua casa natale. L’anno seguente, tra le altre manifestazioni di affetto che gli sono state tributate, il 29 giugno si è inaugurato presso il Museo della pace – Mamt, un’esposizione permanente chiamata Pino Daniele Alive. Tre anni dopo la sua dipartita, il 14 maggio 2018 esce un inedito, “Resta quel che resta”, un brano la cui prima strofa richiama inevitabilmente la sua scomparsa: «Quando qualcuno se ne va/Resta l’amore intorno/I baci non hanno più/Quel sapore eterno/Resta quel che resta».

Come lui ricordava Napoli
Come racconta nella sua canzone più celebre, Napule è – scritta a soli 18 anni – il grande cantautore ha molto amato la sua città, ma non le ha mai risparmiato aspre critiche. Insieme a Massimo Troisi, Pino Daniele rappresenta l’essenza artistica di Napoli, lontano da ogni stereotipo ha saputo parlare e raccontare della gente e dei luoghi partenopei conoscendone bene pregi e difetti: «Napule è ‘na carta sporca e nisciuno se ne importa e ognuno aspetta a’ ciorta». La sorte, quindi, legata a un senso di rassegnazione, in una continua attesa che i problemi si risolvano. Il cantante parlava spesso della città collegandola alla speranza che nutriva nei confronti di un miglioramento. Da molti anni Pino Daniele aveva lasciato Napoli per vivere tra Roma e la Toscana, ma quando tornava ogni concerto era sempre un trionfo. Anche la scelta dei funerali, sette anni fa, è stata dibattuta per via della sua “doppia cittadinanza”: i figli da una parte hanno deciso che le esequie si sarebbero tenute a Roma mentre il fratello Carmine dichiarava: «Pino è un pezzo di Napoli». Come tutti gli amori strazianti, però, quello fra Pino Daniele e Napoli è stato un affetto reale di cui lui si è impregnato fin da bambino, e crescendo, lo ha trasmesso attraverso uno stile musicale unico che lo ha reso un artista incomparabile, capace di appassionare non solo i napoletani, ma di tutti gli italiani.




