Uno sguardo sul rap metal, un genere che è l’ombra di sé stesso

Uno sguardo sul rap metal, un genere che è l’ombra di sé stesso
Fonte: rumoremag

Gli anni Novanta hanno rappresentato per il metal un periodo di grande espansione. In questo decennio il genere si è ramificato in molteplici soluzioni che, in breve tempo, sono divenute vere e proprie scene autonome. Nonostante ciò, molti “sotto generi” sono stati oscurati da panorami pronti a recepire le istanze del momento. L’esempio per antonomasia è offerto dal rap metal, settore in grado di affermarsi nei primi anni Novanta per poi essere assorbito da una realtà ben più ampia e forte.

La nascita del nu metal

Nel 1992 viene pubblicato il self-titled dei Rage Againts The Machine, primo disco a presentare la nomenclatura rap metal. Pietra miliare del genere, l’album di debutto della band californiana ha destabilizzato l’intero panorama musicale con la sua sfrontatezza e impetuosità. L’iconica Killing in The Name – prima traccia estratta dal lavoro – è la rappresentazione perfetta della direzione intrapresa dai Rage: sonorità rotondanti e dalla grande intensità.

È proprio con questo disco che emerge il concetto di crossover, data la gran mole di contenuti confluiti in un lavoro dalla solida base metal a sorreggere soluzioni appartenenti al rap, hip hop e al funky.

A partire dal 1994, però, il rap metal deve fare i conti con la nascita di un altro grande ramo del genere: il nu metal. L’11 ottobre dello stesso anno viene pubblicato il primo album in studio dei Korn, dall’omonimo titolo. Jonathan Davis e soci, con questo lavoro, cambiano completamente le carte in tavola: soluzioni crude, trame più complesse e scenari notevolmente più macabri rispetto a quanto offerto dai RATM. I Korn porteranno alla ribalta il neonato nu metal con temi di difficile trattazione, legati all’infanzia del loro frontman – Jonathan Davis – segnata da gravi episodi di abusi.

La carica emotiva di questo lavoro è tangibile: la rabbia, il dolore e la disperazione, tutte componenti centrali per la realizzazione di un album fra i più stimati nella storia della musica metal. Il brano conclusivo, dal titolo Daddy, sembra essere una lettera nei confronti dell’autore di queste atrocità. La parte finale della traccia vede un Jonathan Davis stremato, che non riesce a trattenere le lacrime e il dolore per quanto subito.

Siamo solamente a metà di questo glorioso decennio e vi sono due ambiti distinti ma inevitabilmente connessi: il primo, il rap metal, che si concentra su temi legati alla politica e alla ribellione nei confronti di alcuni concetti (il capitalismo su tutti); il secondo, invece, si presta ad una veduta più ampia, comprendendo argomenti come la sessualità, la depressione e altre questioni relative all’essere umano. Entrambi tenuti insieme da quella voglia di affermare la propria posizione, di liberare i pensieri con irruenza e coraggio.

Il problema della continuità

La nascita del nu metal segna l’avvento di numerose band pronte a salire alla ribalta. L’ampliamento delle realtà dalle quali attingere ha giocato un ruolo determinante per l’affermazione di un genere capace di recepire tutte le esigenze del grande pubblico.

Questo aspetto inciderà pesantemente sulla mancata affermazione del rap metal che, nonostante l’enorme apporto dei Rage Against The Machine, non ha più avuto altri riferimenti degni di nota. La mancata continuità di prodotti riconducibili ad una matrice rap ha fortemente inciso sullo sviluppo di un panorama partito a spron battuto. Ciò ha condotto ad una piena legittimazione del nu metal, pronto a inglobare numerosi lavori pubblicati dalla metà degli anni Novanta in poi.

Curioso, inoltre, è il caso legato ai Limp Bizkit: band formatasi a Jacksonville, che pubblica, fra il 1997 e il 2000, tre album dalla grande importanza intitolati Three Dollar Bill, Yall$ (1997), Significant Other (1999) e Chocolate Starfish And The Hot Dog Flavored Water (2000). Lavori che recuperano a pieno l’essenza rap metal, con sonorità moderne che richiamano la cultura hip hop.

Il carattere burrascoso di Fred Durst e la mancanza di contenuti sostanziali, in grado di poter elevare questi prodotti tecnicamente molto validi, ha però pregiudicato il percorso di una band che poteva contribuire in maniera decisiva alla rinascita di questo ambito. I risultati ottenuti dai Limp Bizkit sono fuori discussione, resta il rammarico per non aver avuto la forza di imporsi alla stessa stregua dei Rage.

Ma oggi come contestualizzare il rap metal? Troviamo delle tracce concrete di questa scena? Il panorama odierno offre numerosi spunti, il rap sembra essere tornato in auge anche nell’ambito metal. Il merito di questa ripresa è di tutti quei nuovi artisti che si stanno affermando a livello mondiale.

Va sottolineato, però, come oggi sia improprio ricondurre la maggioranza dei lavori sotto un unico genere. Siamo in presenza di un settore musicale notevolmente variegato, in cui si è oltrepassato – addirittura – il concetto stesso di crossover. Senza ombra di dubbio il rap metal ha mancato una sua piena legittimazione, ma ciò non deve essere inteso necessariamente come un aspetto negativo: oggi, più che mai, il metal necessita di una forte spinta soprattutto da culture ricche di contenuti e impregnate nella società. Il rap è – e sarà – una delle ruote motrici più importanti per l’intera industria musicale.

articolo a cura di Andrea Parente

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