Oh! You Pretty Things. È giunto il tempo dell’homo superior di Bowie?

Oh! You Pretty Things. È giunto il tempo dell’homo superior di Bowie?
Fonte: Stone Music

Il 22 gennaio 1972, in un’intervista rilasciata al settimanale britannico Melody Maker, David Bowie rivela la propria bisessualità: “Sono gay e lo sono sempre stato, anche quando ero David Jones”. È di quegli anni la pubblicazione del singolo Oh! You Pretty Things ed è proprio questo il titolo scelto per l’articolo targato Michael Watts.

Strategia di marketing o realtà, Ziggy Stardust è comunque un personaggio vincente e magnetico, un capolavoro dell’indeterminato che butta via le etichette sessuali e si fa manifesto della libertà di espressione. Da Ziggy Stardust al Duca Bianco, dall’alieno androgino dai capelli rossi al superuomo apatico vestito di bianco, un trasformismo di personalità e di apparenza che cela dietro di sé un turbamento interiore.

Icona dell’anticonformismo, Bowie immagina un mondo distopico e prevede in Oh! You Pretty Things l’ascesa di una nuova stirpe, un homo superior che scalcerà via i padri.

La visione utopica del superuomo di Nietzsche

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Ziggy Stardust – Fonte: Dazed

Look out at your children
See their faces in golden rays
Don’t kid yourself they belong to you
They’re the start of a coming race

È in arrivo il tempo dei figli, che con i loro visi raggianti accecano un padre ormai anacronistico, non gli appartengono, sono l’inizio di una nuova era. Oh! You Pretty Things è l’inno al superuomo del filosofo Nietzsche, un personaggio che afferma sé stesso al di sopra della morale costituita e si lascia cullare dal pensiero dionisiaco, assuefatto dalle passioni.

Ultimo gradino di un processo evolutivo della specie umana, l’homo superior è contrapposto all’ipocrisia e alla debolezza delle masse. Nato e cresciuto in una realtà caotica e bombardata dai media della comunicazione, il figlio della nuova era è capace di estraniarsi dalla sfera familiare, diventando indipendente e spazzando via velocemente il passato. Come già anticipato in The Supermen, per Bowie è imminente l’affermazione di una nuova razza di uomini superiori che, più evoluti, domineranno l’homo sapiens.

Oh! You pretty things
Don’t you know you’re driving your mamas and papas insane
Let me make it plain, you gotta make way for the Homo Superior

Ma David Bowie era nazifascista?

Nell’intervista del 1972 a Micheal Watts, Bowie preannuncia anche l’arrivo della nuova razza, attesa con ottimismo e che sarà in grado di realizzare tutto ciò che sembra impossibile da fare. Se la concezione superomistica di Nietzsche ingloba il ripudio della guerra e delle diseguaglianze può mai essere considerata nazifascista? Molti hanno pertanto travisato il pensiero del filosofo, trasponendolo in campo politico e strumentalizzandolo per domare le masse. Ogni uomo è un superuomo in potenza, non c’è l’idea di un capo (come, appunto, Hitler) che opprime l’altro con l’uso della violenza.

Adolf Hitler è stato la prima vera rockstar!”, da qui parte il fraintendimento del pensiero di Bowie. Instabile e fuori controllo, si lascia coinvolgere dalle letture sulla storia del Terzo Reich. Questo è utile per modellare il personaggio a tratti filofascista del Duca Bianco, ma la sua ambiguità di pensiero e l’accusa di aver compiuto il gesto di saluto nazista lo ingabbiano nella rete dei pregiudizi.

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Duca Bianco – Fonte: Blog di musica

Come per Goldoni, anche per Bowie il mondo è la fonte da cui attingere per il teatro: è arte, non approccio politico. Il Duca Bianco incarna un tipo di uomo del suo tempo, non c’è aderenza tra personaggio e artista, è finzione scenica, creazione di un prodotto teatrale. Occultismo ed esoterismo sono da sempre stati il pane quotidiano di Bowie, la materia da cui attingere per edificare la sua arte, niente lascia quindi adito a fraintendimenti. A posteriori, inoltre, l’artista ha tentato di chiarire il proprio pensiero e punto di vista, ammettendo il proprio turbamento interiore e una concezione ancora immatura della politica, dovuti all’uso frequente di cocaina.

Ma l’homo superior di Bowie, ovvero l’incarnazione del superuomo di Nietzsche senza le sfumature spurie della politica, è oggi diventato realtà? I figli hanno davvero spazzato via i padri dimostrandosi i pionieri di una nuova era evoluta e superiore? I bombardamenti dei media hanno estraniato l’uomo dall’ipocrisia del mondo o l’hanno reso al contrario un automa privo di passioni? Ai posteri l’ardua sentenza.

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