Alberto Giovinazzo. La satira ambientale di Pastori di greggio

Alberto Giovinazzo. La satira ambientale di Pastori di greggio
Fonte: Profilo social dell'artista

Classe 2002, Alberto Giovinazzo è un lucano DOC. Nato a San Chirico Raparo, cresce a stretto contatto con la natura e fa di questo legame con la Basilicata il cardine del suo progetto musicale. Nonostante la giovane età, Alberto ha a cuore i problemi della sua terra e sa che nasconderli non è il modo migliore per superarli. Tramite la sua musica cerca di portare alla luce le macchie del territorio lucano, affrontando problematiche ambientali che la maggior parte degli abitanti non riesce o non vuole vedere, denunciando il marciume e cercando di trovare una soluzione.

Con il brano satirico e ironico Pastori di greggio, Alberto dà inizio a un nuovo progetto artistico, più maturo e consapevole. Vincitore del Cantagiro nell’edizione 2020, è oggi finalista anche al “Premio Pierangelo Bertoli”, che si terrà a Modena nella primavera del 2021. L’abbiamo intervistato.

Ciao, Alberto! È uscito Pastori di greggio. Parlaci del pezzo.

Ciao! Il brano nasce da un’esigenza personale, ovvero parlare della situazione ambientale che stiamo vivendo nel mio territorio, in Basilicata. La mia è una terra forse troppo poco esplorata, se non a livello turistico, ma c’è un mondo dietro che scalpita per farsi conoscere. Come portavoce delle bellezze e dei problemi della mia Regione, con Pastori di greggio ho cercato di dar vita a un racconto ironico e satirico che pone al centro la macchia dell’inquinamento ambientale causato dagli impianti petroliferi. La maggior parte degli italiani non sa forse che la Basilicata ha ben due giacimenti, nonostante il ristretto numero di abitanti e le limitate dimensioni territoriali.   

Quanto è importante per te il legame con le origini e con la Basilicata?

Nonostante la giovane età, ho un legame molto forte con il mio territorio e in generale con le origini. Le tradizioni sono il nucleo della nostra cultura e bisogna preservarle. È necessario far tesoro delle esperienze degli anziani, per arricchire il nostro bagaglio culturale personale e continuare a tramandare questa ricchezza inestimabile. Il legame con la terra è una storia d’amore sincera e autentica con la mia Basilicata. Esistono tante persone che esaltano le bellezze della Regione, come se dovessimo sempre dimostrare agli altri che esistiamo e che valiamo. Invece io voglio mettere a nudo il mio territorio e farlo conoscere in toto così com’è, senza nascondere lo sporco sotto al tappeto. Analizziamo i problemi e cerchiamo di risolverli.  

alberto-giovinazzo-cantagiro
Vittoria al Cantagiro 2020 – Fonte: Profilo social dell’artista

Hai vinto la scorsa edizione del Cantagiro. Raccontaci l’esperienza.

La vittoria al Cantagiro è stata indescrivibile. Nonostante quest’anno particolare, ho comunque potuto gioire per qualcosa di bello. È stato infatti l’avvenimento del 2020 che ricordo con più piacere. L’ambiente che si è creato durante il soggiorno a Fiuggi, la musica posta al centro di tutto, la collaborazione e la voglia di imparare e di mettersi in gioco. È stata un’esperienza formativa, divertente ed emozionante. L’atmosfera che si crea permette a ognuno di sentirsi a casa e di dare il meglio di sé. Il Cantagiro è una grande famiglia e ognuno ha appreso qualcosa di importante e prezioso dagli altri.  

Infine, anticipaci qualcosa sui progetti futuri…

Certo! Sicuramente ci saranno almeno altri due singoli prima dell’uscita dell’album che è prevista probabilmente per giugno 2021. Adesso stiamo lavorando e cercando di capire come organizzare il tutto in una situazione che è ancora delicata a livello nazionale. Inoltre, sono in attesa di alcuni responsi per qualche concorso cui ho partecipato, mentre sono arrivato in finale al “Premio Pierangelo Bertoli”, che si svolgerà in primavera a Modena.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook