Marco Parente e la rivoluzionaria gentilezza di Life

Marco Parente e la rivoluzionaria gentilezza di Life
Fonte: Ufficio Stampa

Il 23 ottobre esce Life, il nuovo progetto discografico di Marco Parente, cantautore classe ’69. Il disco canta la quotidianità, una realtà immaginata dall’artista fatta di piccoli gesti cordiali che consentono di entrare a pieno in connessione con l’altro. La rivoluzionaria gentilezza cantata da Marco Parente cerca di strappare il velo della routine frenetica e spersonalizzata in cui l’uomo è immerso, fuggendo dalla caotica realtà contemporanea. Nella giungla dei sentimenti è necessario creare un varco che sia un ponte di collegamento verso l’altro, il tutto descritto dall’artista con parole semplici, ma mai banali. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere al telefono con Marco Parente. Ecco la nostra intervista.

Ciao, Marco! Iniziamo subito da Life, il tuo album presto in uscita. Puoi darci qualche anticipazione?

Certo! Life è un disco che contiene vari aspetti e diverse sfaccettature. I testi inseriti al suo interno puntano tutti dritti all’essenzialità e all’ossatura, possono quindi sembrare vagamente semplici all’inizio (e questo comunque non è un male!) ma non sono mai banali. Ogni brano nasconde vari punti di vista e ognuno può trovare quello che più lo rappresenta. Musicalmente è un disco molecolare, articolato e pieno di dettagli, ogni strato nasce dal passare del tempo che a lui io ho dedicato. L’arrangiamento è quindi uno specchio del lavoro compiuto negli anni. È un album quotidiano, contraddittorio e pieno d’amore.

Posso solo attraversare la linea gialla del mio cuore” cito da Nella giungla. Come mai la scelta di questa immagine?

È una frase che apparentemente fa pensare a ciò che ascoltiamo ogni volta che andiamo alla stazione, ma in realtà è qualcosa di più. Infatti, sono le parole che mi diceva sempre mio padre quando mi parlava di eventuali titoli per i miei dischi. Mentre scrivevo Nella giungla mi è tornata in mente questa frase, una metafora quotidiana che diventa intima e personale all’interno della giungla dei sentimenti. Qui la linea gialla è quella del proprio cuore e, se si attraversa, si entra in contatto con un’altra persona ed è un rischio che vale la pena correre.

Potremmo definire la tua una poetica della gentilezza?

Assolutamente sì, una poetica della gentilezza e dell’educazione. Qualsiasi atto di cambiamento che vuoi operare al giorno d’oggi deve essere fatto con rispetto, la mia musica è un manifesto in tal senso. Io dimostro il mio dissenso prendendo posizione con uno stile gentile e non ho bisogno di urlare il mio punto di vista, non è necessario perdere la pazienza. È un porgere l’altra guancia senza subire, ma dando uno schiaffo ancora più forte con educazione; Life è tutto questo.

Infine, immagina un feat…

Al momento non c’è molto che mi stimola nel panorama musicale contemporaneo. Sono però affascinato dal flamenco, per cui mi piacerebbe creare un’unione tra mia arte e questa danza. Un po’ di anni fa ho scoperto il mondo del flamenco, che è per me l’origine della musica stessa, è una forma d’arte talmente completa che si avvicina alla scienza e riesce a unire in maniera virtuosa, comunicativa e viscerale tutte le sfaccettature che l’arte ha in sé.

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