Caveleon. “In Silence”, un inno di libertà in un mondo di disuguaglianza

Caveleon. “In Silence”, un inno di libertà in un mondo di disuguaglianza
Fonte: Pagina Facebook dei Caveleon

Venerdì 4 settembre esce In Silence, il nuovo singolo dei Caveleon, band milanese formata da Leo Einaudi, Giulia Vallisari, Federico Cerati e Agostino Ghetti. Dopo l’EP d’esordio in cui introspezione e riflessione si mescolano nell’atmosfera domestica del seminterrato di Leo, il nuovo album è pura sperimentazione. Spirito electro-pop e indie-folk con suggestive influenze post-punk, i Caveleon sono un caleidoscopio di sfumature frammiste in un’unità organica e armonica. I testi, che rievocano la prima generazione dei poeti romantici inglesi, sono accompagnati da un’instancabile ricerca sonora che conduce l’ascoltatore in un mondo difficile da definire, ma che consta di luoghi già conosciuti e al tempo stesso ancora inesplorati.

Alzare la voce contro il politicamente scorretto, rompere il muro dell’assordante silenzio del mondo in merito alle discriminazioni razziali. In Silence nasce con questo obiettivo, è un inno di libertà in un mondo di disuguaglianza. “Equality for everybody should be the normality […] they hate you for no reason if you dark or you got ovaries”, così il rapper Avex si unisce al coro di ribellione dei Caveleon contro il silenzio, perché il silenzio è violenza. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Leo; ecco la nostra intervista…

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Fonte: Pagina Facebook dei Caveleon

Ciao, Leo! Il 4 settembre esce In Silence, un megafono contro le ingiustizie. Parlaci del pezzo.

Ciao! Il brano è nato dalle immagini della tragica morte di George Floyd, scene che hanno lasciato un po’ tutto il mondo senza parole. La nostra sensibilità da musicisti ci ha spinto a reagire nell’unico modo in cui potevamo esprimerci, ovvero tramite la nostra musica. È tutto nato di getto, senza pensarci troppo, il pezzo è scaturito naturalmente da sé. Le immagini che vogliamo mostrare con In Silence non sono solo americane, rappresentano pertanto problematiche che sono comuni al mondo intero e che interessano ogni società civile che ancora è macchiata dalle discriminazioni razziali. L’avvenimento di George Floyd ci ha spronato a esporci, sin dal primo giorno abbiamo infatti deciso di essere la voce fuori dal coro che non si nasconde dietro le paure e i giudizi altrui.

Com’è nata la collaborazione con Avex?

Conosciamo Avex da tempo, perché faceva parte anche lui di Futurissima, la nostra ex etichetta discografica. Abbiamo già lavorato insieme in passato dal vivo all’Ohibò per la presentazione dell’EP d’esordio e il nuovo album vedrà confermata questa collaborazione. Il sodalizio per In Silence è nato spontaneamente, Avex ha accolto subito la proposta, il bisogno di esprimersi su questa tematica premeva entrambi particolarmente.

L’EP d’esordio culla l’ascoltatore all’interno di un mondo inesplorato, con atmosfere evocative e quasi oniriche…

Sì, i nostri pezzi hanno l’intento di fare immaginare l’ascoltatore, lasciare poco spazio alle definizioni e creare un’atmosfera sfumata e, appunto, evocativa. Una caratteristica che ci contraddistingue e che all’inizio è stata un’ardua sfida è il fatto che veniamo da background molto diversi, ognuno di noi ha una propria storia personale e gli interessi musicali sono differenti. Il progetto Caveleon ha consentito di mantenere intatte le nostre identità, ma risultando comunque un insieme armonico.

Come polistrumentisti il vostro habitat naturale è la sala prove. In che modo avete affrontato il periodo della quarantena?

L’isolamento è stato un disastro! Ognuno a casa propria ha cercato di provare il più possibile, eccetto Agostino che purtroppo non aveva a disposizione la batteria. Al rientro in sala prove, infatti, gli abbiamo lasciato il tempo di riabbracciare la musica e rientrare in affinità con lo strumento. Il nostro modo di tenerci in contatto erano i “daily”, ogni giorno bisognava mandare un’idea sul nostro gruppo per poi confrontarci; abbiamo infatti in cantiere tantissimi spunti su cui continuare a lavorare in futuro.

Cosa dobbiamo aspettarci quindi dai nuovi lavori? Dacci qualche anticipazione.

Certo! A differenza dall’EP d’esordio, il nuovo album rappresenta una evoluzione, siamo molto contenti del percorso intrapreso. Abbiamo mantenuto le basi gettate con il primo disco, ma sicuramente abbiamo dato più spazio e libertà alla sperimentazione. È un album lungo, con 14 brani che racchiudono tutte le nostre sfumature personali e creano un’unità organica. Non abbiamo ancora certezze sulla data di uscita, perché siamo in cerca di una nuova etichetta, ma l’album è pronto per vedere la luce, aspetta solo il nostro “via”.

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Fonte: Pagina Facebook dei Caveleon
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