Daniele Barsanti: “Avevo fame di vita, così è nata Le commesse”

Daniele Barsanti: “Avevo fame di vita, così è nata Le commesse”
Fonte: Facebook di Daniele Barsanti

Classe 1990, il protagonista dell’intervista di oggi è Daniele Barsanti, in uscita con il singolo Le commesse, che anticipa la pubblicazione del nuovo album. Musicista, cantante, autore e compositore, nel 2015 esce Lucia per Universal Music Italia, brano scoperto da Saturnino Celani e che gli consente di essere nominato artista del mese di Mtv. Nel 2018 apre il tour estivo di Francesco Gabbani.

Oggi è in radio con Le commesse, un pezzo che affronta il tema della quotidianità e della routine che opprime l’uomo ogni giorno. Il gesto ripetitivo della commessa, che piega e ripiega le magliette da riporre negli scaffali, è una chiave di lettura della sua vita. Rimpianti, progetti rimandati e sogni abbandonati, tutto si ripete in una monotonia continua. Serve trovare l’anello che non tiene nella maglia della quotidianità e appigliarsi a esso, rompendo gli schemi della ripetizione. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere al telefono con l’artista, ecco la nostra intervista.

Fonte: Facebook di Daniele Barsanti

Ciao Daniele! Iniziamo da Le commesse. Parlaci del pezzo.

L’idea è nata subito dopo il lockdown. Avevo fame di vita, sono entrato in un negozio e mi sono ritrovato davanti agli occhi questa scena che non potevo non raccontare. Una commessa piegava e ripiegava la solita maglietta che i clienti prendevano e buttavano là sul tavolino. Questa scena mi ha conquistato e ho detto “sono una vita che ripiegano la vita in uno scaffale”, l’ho appuntata e ho capito subito che era già una canzone. La strofa è nata di getto e poi a casa con la chitarra ho scritto tutto il testo, che mi stava solo aspettando.

È cambiata la nostra routine quotidiana dopo l’esperienza dell’isolamento?

Secondo me non è cambiata per niente, ti dico la verità. All’inizio si dice sempre che si uscirà diversi da questi periodi, ma quando gli ridai la sua normalità, l’uomo si dimentica di tutto e ritorna a commettere gli stessi errori. Sono un po’ i presupposti per l’anno nuovo, ci si ripromette di fare cose grandi ma alla fine tutto torna come prima e nulla cambia. È una bella bugia.

Forever offline, scritto durante la quarantena, farà parte del nuovo album o è un brano legato al particolare momento storico in cui è nato?

Secondo me hai perfettamente colto nel segno. La mia idea è quella di lasciare Forever offline come un regalo di quel delicato periodo che abbiamo affrontato, un pezzo scritto in collaborazione su Instagram, un’esperienza sociale nata con l’obiettivo di farci sentire tutti più vicini e non abbandonati. È in sospeso e la mia volontà è quella di non inserirlo nell’album, sebbene in tanti me lo stiano chiedendo. Ho altri pezzi in cantiere pronti per vedere la luce dopo il tunnel di tristezza e di dolore che abbiamo vissuto e che pervade anche Forever offline.

Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo album?

È un disco in cui si canta tanto, ho scritto delle canzoni che hanno come filo conduttore lo stretto legame con la melodia, nate tutte dal connubio chitarra e voce. Spero di poter presto presentare i pezzi anche in live, ma per ora aspetto. Piano piano farò uscire i singoli di questo progetto musicale che rappresenta un’altra faccia di me e che non vede l’ora di raggiungere i miei ascoltatori.

 

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