Brando Madonia. Il racconto musicale di un viaggio di rinascita

Brando Madonia. Il racconto musicale di un viaggio di rinascita

Il protagonista dell’intervista di oggi è Brando Madonia, cantautore siciliano classe ’90. Figlio d’arte e voce già nota nel panorama musicale contemporaneo per l’esperienza con i Bidiel, ora Brando inizia un nuovo corso da solista, una ripartenza che ha come prima tappa il singolo I pesci non invecchiano mai, pubblicato dalla Narciso Records, etichetta indipendente fondata nel 2002 da Carmen Consoli.

Il mondo cambia, tutto scorre velocemente con un ritmo frenetico che non ci consente di gustare i piccoli e grandi particolari che ci circondano. Proprio da questi deve partire una rinascita, che ci consente di staccare dalla frenesia del quotidiano e percepire la realtà intorno a noi. Come bambini, dobbiamo vivere di stupore e curiosità, costruendo il futuro senza dimenticare la bellezza insita nel passato. La genuinità del messaggio è evidente anche nel videoclip, realizzato come una sequenza di disegni creati dalla mano di un bambino, la descrizione del viaggio all’interno della fantasia che Brando ci invita a compiere.

Ciao, Brando! Iniziamo subito da I pesci non invecchiano mai. Parlaci un po’ del brano.

I pesci non invecchiano mai è il racconto di un viaggio attraverso delle immagini che apparentemente possono sembrare slegate fra loro, ma che in realtà sono strettamente unite dall’obiettivo di costruire il futuro per mezzo dei ricordi e le esperienze del passato. Ultimamente si sta perdendo di vista il passato, tutto è vissuto in maniera veloce e si vive di istanti, mettendo da parte la bellezza che nasce dal godere lentamente di ogni momento.

Tutto sembra essere ancora un’altra formalità”, siamo automi abitudinari?

Sì, perfettamente! Questa routine ci ha inseriti in un continuum che si ripete senza darci la possibilità di renderci conto che è possibile fare qualcosa di realmente importante per la propria vita, in tutti gli ambiti.

brando madonia 2

Hai definito il pezzo un desiderio di ripartenza. L’isolamento è stato utile in tal senso?

Ovviamente questo periodo stranissimo ha scombussolato le nostre vite. Io ho provato a ingannare il tempo trovando nuovi modi per scandire le mie giornate: ho letto, suonato e mi sono anche allenato. L’obiettivo era quello di migliorarsi e sfruttare questo blocco forzato per trovare uno spiraglio di luce, ma non credo che tutti abbiamo approfittato di questa preziosa occasione.

La ricerca dell’innocenza è evidente nel videoclip. Com’è nata l’idea?

Sì, esatto, il videoclip è il manifesto di questa ricerca. L’etichetta Narciso Records ha condiviso con me questa idea di creare un contrasto, che è anche un fitto legame, tra la canzone e i disegni puri dei bambini, con l’intento di creare una visione ingenua e infantile che ci sprona a migliorarci.

Figlio d’arte. Quanto ha influito sui tuoi progetti futuri?

Mio padre non mi ha mai spinto nell’intraprendere questa strada, anzi ha sempre sottolineato le difficoltà che deve affrontare chi decide di scegliere il percorso musicale. Dall’altro lato ha però sostenuto la mia decisione, comprendendo a pieno la gioia immensa che si prova quando si fa musica con passione. Io e mio fratello siamo cresciuti immersi nella musica e inevitabilmente questo ha influito, spingendoci a suonare e a godere di questa atmosfera suggestiva. Tutto è difficile ormai, in qualsiasi campo, quindi vale la pena seguire la propria passione e provare a renderla un mestiere per il futuro.

Qualche anticipazione?

A breve sicuramente ci sarà un nuovo singolo, cui seguirà l’uscita dell’album che rappresenta l’inizio della mia nuova avventura da solista. Le esperienze passate mi hanno formato e dato la forza giusta per continuare a fare musica. Il mio disco è infatti una rinascita, un nuovo corso da percorrere dopo tanto tempo e lavoro, è la mia ripartenza.

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