Intervista ai Before Bacon Burns. Partire dai difetti per migliorare se stessi

Intervista ai Before Bacon Burns. Partire dai difetti per migliorare se stessi

I protagonisti dell’intervista di oggi sono i Before Bacon Burns, band nata a Monza nel 2012. Italiano e inglese si mescolano e si alternano nella produzione di Eleonora, Andrea, Davide e Stefano che il 3 aprile hanno pubblicato il loro nuovo album, dal titolo Difetti, un rock alternativo che li inserisce nella scia già tracciata in Italia da gruppi come Verdena, Ministri, Fast Animals and Slow Kids e The Zen Circus.

Nel 2017 hanno avuto la possibilità di suonare sul palco degli I-Days di Monza nella stessa giornata in cui si sono esibiti artisti come Radiohead e James Blake. Tra il 2018 e il 2019 la band ha lavorato invece alla realizzazione del nuovo disco, con la produzione artistica di Andrea Ravasio. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere al telefono con Eleonora. Ecco la nostra intervista…

bbb2

Ciao, Eleonora! Iniziamo subito da Difetti. Parlaci del nuovo album.

Difetti è il nostro secondo album e ha visto la luce dopo due anni di gestazione. Abbiamo scritto prima i brani, poi abbiamo fatto un gran lavoro di rifinitura e di arrangiamento con Andrea Ravasio, traendo insegnamenti dalla sua esperienza. È un album sincero e diretto, che ci rappresenta alla perfezione. Difetti vuole parlare di ciò che viviamo tutti i giorni, la nostra quotidianità e appunto i nostri difetti, caratteriali e fisici, che sono sempre un punto di partenza per migliorarsi.

Insonnia e Charles sono pezzi che fanno un po’ pensare alla situazione attuale e ai sentimenti che stiamo provando. Voi come state affrontando questo periodo?

Abbiamo lavorato tanto da casa, è stato un tempo che possiamo definire senza tempo. Due mesi che sono sembrati una vita, ma che in realtà sono anche volati via velocemente. Ci siamo mantenuti sempre in contatto tra di noi e abbiamo cercato di continuare a suonare insieme, sebbene le difficoltà siano state parecchie.

In Marianna dici “Lo sai che chi ha il cuore spezzato non parla ma canta”; è così?

Sì, per noi la musica ha certamente un valore terapeutico. Il nostro progetto è nato alla soglia dei vent’anni e sono già circa otto anni che quindi suoniamo insieme, ma la nostra passione ha origini molto più remote. Quando suoniamo mettiamo nella nostra musica la nostra anima, con tutte le sfaccettature che ci distinguono l’uno dall’altro. In questo momento infatti ci manca in particolar modo il rito settimanale delle prove e la possibilità di riuscire a sfogare paure e ansie suonando insieme, come in un percorso catartico.

bbb3

In Kintsugi è centrale la ricerca di guide e di rassicurazioni. È un problema della nostra generazione?

Sì, senza dubbio. La nostra generazione sente questa mancanza di fari da seguire. Adesso tutti possono fare tutto e tutti fanno tutto, però a volte si sente questa necessità di ancoraggio e di punti di riferimento verso cui muoversi in modo sicuro. Siamo stati un po’ lasciati soli e dobbiamo guidarci autonomamente lungo la nostra strada.

Un tema ricorrente è quello dei cocci (penso al Kintsugi giapponese, ma anche a Montale). Questo isolamento ha aiutato l’uomo a ricostruirsi?

Io lo spero, però non so quanto durerà. Sicuramente questa situazione strana di autoisolamento e di allontanamento dalla realtà sarebbe stata l’occasione perfetta per fare un po’ di lavoro su se stessi, autocoscienza e terapia senza terapisti. Io però sono un po’ disillusa e credo che sia difficile cambiare sul serio. La società inizialmente starà attenta, ma temo che poi tornerà la normalità di prima e tutto andrà perso e dimenticato.

Immagina un feat…

Ti rispondo come ti risponderebbero anche tutti gli altri della band: Fast Animals and Slow Kids. Li amiamo particolarmente e ci piacerebbe parecchio collaborare con loro, ma siamo aperti a tutto, perché anche dagli incontri più distanti nascono cose molto belle. Non escluderei quindi magari una collaborazione con un artista hip-hop, con un trapper o con qualcuno che faccia lirica.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook