Intervista a Mille. Siamo animali in equilibrio tra istinto e ragione

Intervista a Mille. Siamo animali in equilibrio tra istinto e ragione

La protagonista dell’intervista di oggi è Elisa Pucci, in arte Mille, già conosciuta all’interno del panorama musicale come cantante della band Moseek. Da poco ha intrapreso un percorso parallelo da solista e ha appena visto la luce il singolo d’esordio del progetto, Animali. Nata nella provincia di Roma ma milanese di adozione, Elisa porta il nome Mille in ricordo agli anni dell’infanzia, quando il padre la chiamava la garibaldina di casa, per il suo carattere battagliero e frizzante.

Istinto, spirito di sopravvivenza e percezione degli odori accomunano l’uomo all’animale, a prescindere dal tempo e da quello che accade intorno, con l’intento di cercare di preservare sempre la bellezza dei sentimenti. La vita è costellata da un’eterna lotta tra istinto e ragione, la quarantena ha momentaneamente messo tutto in stand by, ma si sta lentamente tornando alla normalità di prima, alla routine quotidiana, perché noi siamo animali abituali. Ecco la nostra intervista…

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Ciao, Elisa! Noi siamo animali, perché questa analogia?

Noi siamo sempre animali, quando mangiamo, quando dormiamo e quando facciamo l’amore; dovremmo riuscire a ricongiungerci con questa parte più vera di noi, senza lasciare che la ragione prenda il sopravvento. Questo è il filo rosso della mia vita. Io nasco come impulsività e crescendo ho imparato che abbiamo necessariamente bisogno di raggiungere un equilibrio per non fare catastrofi. Animali quindi racconta un po’ questa ambivalenza che fa parte di me e che spesso si ricollega anche alla difficoltà di essere felici, frutto della lotta tra istinto e ragione.

Immagina di essere un animale…

Assolutamente un gatto, ma non uno qualunque, il mio gatto, Tonino. Lui è un gatto molto particolare. È tanto abitudinario e la sua giornata è scandita dai miei ritmi, l’istinto e l’affettuosità fanno parte di lui. Sembra un paradosso, perché immaginiamo i gatti come essere discreti e asociali, invece lui non lo è, è estremamente affettuoso come un bambino. È un piccolo gatto eccezionale, che ama anche andare dal veterinario. Il nostro rapporto è nato per caso ed è stata una sorpresa anche per me, visto che da piccola avevo paura dei gatti. Nel 2012 mi trovavo in Umbria in un casale a registrare, quando ho visto un micetto (che non era Tonino, ma Ciro) che mi seguiva ovunque. Il proprietario mi disse che Ciro mi aveva scelto e da lì è nato questo amore, che mi ha portato ad adottarlo e due mesi dopo si è aggiunto alla nostra famiglia anche Tonino.

Animali anticipa il nuovo disco. Descrivilo con tre parole.

Il disco è lo specchio di tanti momenti della mia vita, per cui “specchio” mi sembra la prima parola adatta. Poi “scelta”, perché quando nasce un album bisogna sempre compiere una scelta ponderata su cosa inserire e cosa lasciare momentaneamente fuori. Infine, “pianoforte”, che è la dimensione che amo di più per scrivere le canzoni.

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Mille e Moseek, percorsi paralleli o nuovo corso?

Sono due parti del mio corpo, che cammineranno in parallelo. La canzoni stesse mi hanno spinto a dar vita a Mille, ma non è una scelta o un cambio di rotta, è solo un’altra parte di me. Il nome Mille rappresenta infatti me a tutti gli effetti. Quando ero piccola, mio papà mi chiamava la garibaldina, perché amavo giocare e fare spettacoli invadendo tutta la casa. Ero un uragano e questo appellativo mi calzava a pennello. La scelta di Mille è stata quindi automatica, perché era un nome che già mi apparteneva in toto, lo sentivo dentro.

Come hai trascorso questo periodo di isolamento?

La scoperta più grande è stata suonare insieme alla mia dolce metà. Lui è musicista e produttore, lo vedevo spesso in studio, ma non era mai capitato di suonare insieme. La quarantena ci ha avvicinato parecchio da questo punto di vista e sono nate molte chitarrate romantiche, una novità che ci ha regalato un sacco di momenti belli.

Immagina una collaborazione. Con chi?

Io ho un sogno nel cassetto da tutta la vita, lavorare con il grande Ennio Morricone.

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