Intervista a I Segreti: “Parma è il punto di partenza, la prossima meta è il secondo disco”

Intervista a I Segreti: “Parma è il punto di partenza, la prossima meta è il secondo disco”

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Angelo Zanoletti, il cantante de I Segreti, una delle nuove proposte del panorama musicale contemporaneo. Il gruppo, formato da Angelo (voce, tastiera e synth), Emanuele Santona al basso e Filippo Arganini alla batteria, muove i primi passi a Parma nel 2013, per poi farsi conoscere al pubblico due anni dopo con I Segreti di Charlotte, il primo EP autoprodotto dalla band.

Nel 2018 è il turno di Qualunque cosa sia, album frutto di tanto lavoro e di un’intensa gavetta live sui palchi di artisti quali Giorgio Poi, i Selton e La Rappresentante di lista. È ora in uscita il secondo album, pubblicato dall’etichetta indipendente Futura Dischi e annunciato sui social della band a Natale. Attualmente Angelo, Emanuele e Filippo stanno quindi lavorando con tanto fermento al nuovo disco, che promette interessanti novità. In attesa dell’uscita del secondo album, ecco la nostra intervista…

Ciao, Angelo! Iniziamo subito da Mostri, in cui dici “Alla fine balliamo con i nostri mostri che non muoiono mai”. Quali sono?

I mostri sono quelli che ti porti dentro, quelle paure che accomunano non solo noi del gruppo ma quasi tutte le persone. Con l’estate fingiamo di dimenticarli, pensando soltanto al divertimento, ma in realtà non svaniscono e rimangono sempre in sottofondo, facendo parte del lato oscuro che è in ognuno di noi.

i segreti“Chissà che cosa è la felicità“, cito da Qualunque cosa sia. Cos’è per voi?

Non lo sappiamo, è infatti un aspetto sul quale spesso ci interroghiamo, cercando di trovare una risposta, ma invano. Penso sia la cosa più difficile riuscire a capire cosa ci rende davvero felici, un punto che ci accomuna tutti indistintamente. Per adesso la felicità per noi è suonare e continuare a far dischi, è l’appiglio al quale ci aggrappiamo in qualche modo.

Atmosfera pop con sfumature elettroniche. Qual è il vostro background?

Io, Emanuele e Filippo apprezziamo generi diversi e ognuno di noi ha portato nel gruppo il proprio background musicale. Il cantautorato anni ’70 ha quindi incontrato il rock anni ’80, dando così vita al nostro sound, in cui gli influssi di De Gregori entrano in contatto con i Beatles.

Estate e tormentoni ricorrono spesso nei vostri testi. Il vostro tormentone estivo.

Sono tanti i tormentoni estivi che hanno caratterizzato vari momenti della nostra vita, ma forse quello che è più caro a tutti e tre è 50 Special, un brano non prettamente estivo che tutti noi ricordiamo perfettamente.

In Torno a casa dici “Se mi fermo non riparto più”. Dove vogliono andare I Segreti? Qual è invece la vostra casa?

La nostra prossima meta è un secondo disco, accompagnato dalla curiosità di scoprire i pensieri delle persone che lo ascolteranno. Stiamo lavorando con dedizione e non vediamo l’ora di renderlo pubblico. Parma è invece per noi casa, una cittadina medio piccola che ci permette di riflettere e di dare la giusta importanza delle piccole cose. Siamo molto legati a Parma, che è la nostra casa sia metaforicamente sia concretamente.

Il panorama musicale indipendente è in continuo fermento. Qual è la cifra che vi identifica e vi rende diversi dagli altri?

Noi cerchiamo di fare un pop che ha una vena molto intimistica e privata, da cui nasce anche la scelta del nome I Segreti. Nel nuovo disco vogliamo rendere ancora più evidente questa caratteristica che ci contraddistingue, mettendoci a nudo davanti al pubblico e raccontando la nostra quotidianità.

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