Evasione fiscale, le Marche tra le regioni meno a rischio

di Roberto Mattei

Ascoli Piceno, 30 maggio 2011 – Le Marche, si sa, sono terra di eccellenze: lo splendido paesaggio, la cucina, le ricchezze artistiche, l’elevata qualità della vita, le capacità attrattive e di accoglienza, fanno di questa regione il fiore all’occhiello del nostro Paese. Da oggi, però, grazie a uno studio realizzato dal Centro Studi Sintesi e Unioncamere del Veneto, i marchigiani potranno vantarsi di un nuovo primato: quello di essere un territorio fiscalmente non a rischio-evasione”.

L’istituto in questione ha infatti presentato i dati di un’indagine statistica aggiornata al 2009, prendendo in esame, in termini pro capite, una serie di indicatori chiave, dai consumi di energia e carburante al parco auto fino ai depositi bancari, misurandone la coerenza con il reddito disponibile. Per sostenere questo tipo di valutazione è stato fissato un indice centrale pari a 100 (media nazionale). Se il punteggio ottenuto è superiore a tale valore il rischio-evasione è basso. Ciò significa che il reddito disponibile è superiore ai consumi. Al contrario, laddove il punteggio è inferiore a 100 il rischio-evasione è alto poiché i consumi sono superiori al reddito.

Il gradino più alto del podio nella classifica nazionale è stato conquistato dalle regioni centro-settentrionali, con in testa l’Emilia Romagna (148), seguita dal Friuli Venezia Giulia (140) e Trentino Alto Adige (137) e Marche (129). Fanalino di coda, le regioni meridionali dove l’incoerenza tra redditi e consumi ha superato ogni aspettativa in Campania con un indicatore chiave pari a 48. Nella nostra regione, il primato di città più virtuosa è andato ad Ancona (126 punti), al 9° posto della classifica nazionale, seguita da Macerata (117 punti) 24a classificata, Ascoli Piceno (115 punti) 25a classificata e Pesaro Urbino (111 punti) al 33° posto.

 

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