ASCOLI PICENO, DISCARICA ABUSIVA A CAMPOLUNGO

ASCOLI PICENO, DISCARICA  ABUSIVA  A CAMPOLUNGO

Tonnellate di rifiuti ammassati in mezzo alla strada tra gli stabilimenti industriali più famosi del nostro territorio

 

discarica ziL’inciviltà e il degrado la fanno ancora da padrone. Questa volta è la zona industriale di Ascoli Piceno ad essere presa di mira e a farne le spese è l’ambiente che ci circonda. Spazzatura, mobili, pezzi di paraurti, frigoriferi, scarti edili, televisioni, divani, lastre di eternit, tonnellate di rifiuti indifferenziati abbandonati in uno spazio di 4500 mq, nel piazzale di via del Fornaio, nei pressi degli stabilimenti Finproject e Meccanica H7. Una discarica abusiva sotto gli occhi di tutti, che alcuni cittadini, stanchi di assistere allo scempio e al comportamento irresponsabile di qualche maleducato scaricatore, hanno pensato di segnalare al nostro giornale con alcune foto.

Sempre più spesso, questi sversatoi vengono utilizzati per smaltire dei rifiuti speciali, evitando i costi legati al corretto conferimento, ma dimenticando che gli stessi possono contenere sostanze infiammabili, tossiche o addirittura esplosive, che rappresentano un potenziale rischio igienico-sanitario per la salute pubblica e un eventuale pericolo per le persone che lavorano nelle immediate vicinanze. Qualcuno, infatti, potrebbe dar fuoco a questa robaccia e conosciamo già tutti le conseguenze sull’uomo, della combustione di alcuni prodotti, quali: gomma, copertoni, amianto, plastica e vernici!

 Noi di 2duerighe siamo andati sul posto per ben due volte a distanza di un anno e alla fine, dopo esserci resi conto che non si trattava di un episodio isolato, ma che eravamo dinanzi a un immondezzaio non autorizzato vero e proprio, abbiamo deciso di “passare all’azione” con quest’articolo, nella speranza di un rapido intervento delle autorità preposte ai controlli:  si configura – infatti – il reato di discarica abusiva, quando vi è un accumulo non occasionale e ripetuto di rifiuti, l’eterogeneità dei materiali ammassati, la definitività del loro abbandono e il degrado dei luoghi ove i rifiuti sono scaricati” (sentenza Cassazione del 20 settembre 2012, n. 36021).

Roberto Mattei
26 ottobre 2014

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