START, BUCO DI BILANCIO, TRAVANTI TORNA ALL’ATTACCO: PRONTO UN ESPOSTO INTEGRATIVO

START, BUCO DI BILANCIO, TRAVANTI TORNA ALL’ATTACCO:  PRONTO UN ESPOSTO INTEGRATIVO

travanti_start1-675x250L’ex assessore ai trasporti del Comune di Ascoli Piceno convoca una conferenza stampa e annuncia nuove inquietanti rivelazioni. Procura, Corte dei Conti e Prefettura chiamate a indagare sugli ammanchi della municipalizzata ascolana.

 Si è tenuta il 17 ottobre, alle ore 12, presso il caffè Bistrò, la conferenza stampa convocata dall’ex assessore ai trasporti del Comune di Ascoli Piceno, Claudio Sesto Travanti, per far luce sulla situazione ancor poco chiara della Start. Come ricorderete, qualche mese fa, dalla verifica dei dati contabili della nota società a partecipazione pubblica che si occupa del trasporto locale e interregionale su gomma, era emerso uno spaventoso buco di bilancio, attribuito al mancato versamento dei proventi dei biglietti da parte di alcune rivendite. Alcune voci di corridoio, arrivate all’orecchio del Travanti ancor prima che accadesse il fattaccio, raccontavano di strani accadimenti presso la Partecipata dal comune. Indiscrezioni da prendere con le pinze, certo, ma che avevano indotto il già assessore della giunta Castelli a vederci chiaro, acquisendo ulteriori informazioni e rimandando di qualche mese un esposto, indirizzato alla Procura di Ascoli Piceno, già pronto nel cassetto. Nel frattempo, scoppiato il caso, il presidente della Start, dottor Alessandro Antonini, si era rivolto subito alla Magistratura, anticipando così di qualche settimana la segnalazione-denuncia da parte dell’ex assessore ai trasporti.

 Alla luce delle tante novità emerse negli ultimi giorni, venerdì scorso Travanti è tornato all’attacco e lo ha fatto con una corposa integrazione all’esposto, che consegnerà nelle mani della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno nelle prossime ore. Di seguito, riportiamo integralmente, senza neppure un taglio, le dichiarazioni fatte dall’ex assessore nel corso della conferenza stampa.

 «Buongiorno e grazie a tutti per aver accolto il mio invito ed essere presenti a questa breve ma importante conferenza stampa. Per la prima volta, in circa trent’anni di politica, ho convocato anche la Digos, che è qui fuori; sono giunte voci, infatti, che ad Ascoli c’è gente arrabbiata con la mia persona e allora, per precauzione, ho deciso di chiamare anche le forze dell’ordine. Non ho ricevuto minacce, si intenda, ma alcuni amici mi hanno detto che ce l’hanno con me e allora per fare un po’ di prevenzione ho optato per questa decisione. Che ce l’abbiano con il sottoscritto, comunque,  non può che farmi piacere; ciò significa che sono sulla strada giusta.

Ho convocato questa conferenza stampa per parlare ancora una volta del buco di bilancio e di altri fatti della società Partecipata Start di cui in questi giorni sono venuto a conoscenza e che saranno oggetto di integrazione all’esposto denuncia già presentato il primo agosto scorso. Tutte le informazioni, raccolte in un esaustivo dossier, saranno consegnate a: Procura della Repubblica di Ascoli Piceno, Corte dei Conti, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidente della Giunta Regionale Marche – visto che la regione da notevoli contributi alla Start – e, per conoscenza, al Prefetto. Inoltre, sarà inviata una relazione dettagliata agli organi di stampa e alle trasmissioni televisive che adesso elenco: Il fatto quotidiano, Il giornale, Libero, La repubblica, L’espresso, Panorama, Tg 4, Quinta colonna, Striscia la notizia, Tg com, Le iene, La 7, Report di Rai 3, Virus. Questi sono i vostri colleghi che avranno copia della documentazione.

 Intanto prendo atto del tempestivo intervento della Procura della Repubblica, la quale, inviando la Guardia di Finanza, ha dimostrato la forte attenzione sull’inquietante situazione creatasi alla Start. Ricordo ancora una volta che, nel mese di maggio scorso, annunciai a mezzo Facebook, la mia intenzione di presentare alla magistratura un esposto sul caso Start, cosa poi avvenuta, con circa due mesi di ritardo, al sopraggiungere di notizie rilevanti sul caso. Nel frattempo, il presidente Alessandro Antonini, “Guido”, probabilmente, leggendo quanto da me scritto sul noto social network, vistosi scoperto, ha giocato d’anticipo, come un bravo stopper di una squadra di calcio.

E’ sorprendente leggere la dichiarazione del presidente Antonini, quando dice: «La società, a seguito di controlli contabili effettuati su mio impulso… sin dalla mia nomina, avvenuta a dicembre 2010, ha potuto accertare, per prima e indipendentemente dalla notizia pubblica, l’incongruità di alcune posizioni di credito vantate dalla Start nei confronti di alcune rivendite di biglietti, relative ad operazioni risalenti fino all’anno 2004».

 Caro presidente Antonini – prosegue Travanti –  credi davvero che i contribuenti cittadini piceni siano cosi stupidi da tenere l’anello al naso e non capire che da cinque illustrissimi anni della tua presidenza c’è stato un letargo amministrativo associato all’incapacità politica di amministrare degli uffici pubblici? Se avete impiegato tutto questo tempo, per scoprire un’agenzia – Cameli – che dal 2004 non versa alla Start i proventi dei biglietti, lascio il giudizio ai cittadini.

Altra cosa probabile, che vorrei sottolineare, è che ci sia stato un “mandante politico” sin dal 2004 per “coprire” quanto è accaduto con il buco di bilancio. Qualche politico non poteva non sapere quanto riscontrato. Ricostruire è molto semplice: è sufficiente vedere a quale partito appartiene un piccolo gruppo di persone, i ruoli amministrativi di competenza, individuare  i cognomi, chi gioca a carte la notte e… tombola! Non è tanto il discorso dell’appropriazione indebita da parte di qualcuno, tra l’altro già indagato dalla magistratura,  ma chiedo che venga presa in considerazione la possibilità,  che dietro al “profondo rosso” possano esserci dei soggetti politici influenti che hanno coperto il fattaccio.

 Uno può dire: «Ma tu eri assessore ai trasporti e scopri qualcosa ora?». Purtroppo, si, e lo dimostra il fatto che ho ricoperto quest’incarico – ovviamente in Comune che è socio della Start – dal 2009 al 2012. I primi due anni non sono mai stato invitato, dall’assemblea della municipalizzata, a partecipare all’approvazione del bilancio o alle nomine che potevano esserci. Probabilmente per errore, nel 2012, durante il mio ultimo anno di permanenza nell’amministrazione Castelli, è pervenuta nel mio ufficio una lettera della Start avente come oggetto l’assemblea ordinaria dei soci – che voglio mostravi –  con la quale la società mi invitava a partecipare. Era il maggio del 2012, l’ordine del giorno era l’approvazione del bilancio 2011, la relazione sulla gestione dell’organo di amministrazione, la nomina del collegio dei revisori dei conti. Io che faccio? Poiché sapevo di dover avvisare il sindaco, gli scrivo una lettera – eccola qua – dove in sostanza gli riferivo che avevo ricevuto una  convocazione dalla nota azienda di trasporti. Chiedo così al primo cittadino se potevo partecipare, ma egli mi risponde formalmente, con una successiva missiva, che la mia presenza non era necessaria e che avrebbe provveduto lui personalmente ad ogni cosa. E’ lui, dunque, che ha partecipato alla riunione in cui veniva approvato il bilancio e le relative nomine del collegio dei revisori dei conti!

 Tra l’altro, voglio ricordare che Antonini, nel 2010, era stato indicato dallo stesso sindaco Castelli come persona di sua fiducia. Di solito, in Comune, l’assessore partecipa alle deleghe assegnate assieme al Sindaco, ma in questo caso io sono stato messo da parte. Forse aveva paura che  venissi a conoscenza di qualche anomalia e lo denunciassi? Nel novembre 2012 mi è stato poi revocato l’incarico per mancanza di fiducia da parte dello stesso Sindaco. Però sono contento che sia andata a finire così. Tutto quello che sto dicendo è stato già inserito nell’integrazione che lunedì o martedì sarà inviata a chi dicevo prima. Adesso, però, ho una richiesta da fare al primo cittadino di  Ascoli Piceno – Comune che, come è noto, è socio in misura del 30% con la Start – e cioè di chiedere alla magistratura il sequestro conservativo dei beni immobili e mobili dei responsabili che la  stessa individuerà, nonché la valutazione degli amministratori e dei componenti il Collegio dei Revisori dei Conti. Penso, infatti, che in questa situazione la responsabilità politica non sia solo di una piccola componente di Destra, ma anche della Sinistra ascolana che in questi mesi è stata completamente assente e non ha preso posizioni in merito a questi fatti. E’ necessario, inoltre, che il direttivo del Consiglio Amministrativo della Start, unitamente al Collegio dei Revisori dei Conti, diano immediatamente le dimissioni, anche perché negli ultimi giorni si sono permessi di nominare i membri della Start Plus con un clientelismo politico e delle “nomine di Partito” che non ritengo assolutamente compatibili con il ruolo.

 Qui c’è anche uno sperpero di denaro pubblico da parte della Start che continua a fare acqua da tutte le parti! Leggevo tempo fa sui vostri giornali, che la società si avvale della collaborazione del commercialista Cantalamessa a supporto della situazione contabile, ma queste consulenze sono inaccettabili in un periodo in cui bisogna tagliare con i costi della politica! Poi, ultimamente, leggo anche di un incarico devoluto all’ing. Alfredo Fratalocchi, per cinque anni, ad un costo di 450 mila euro. Ma stiamo scherzando? Questo signore, con tutto il rispetto che nutro per la persona, ha già altri incarichi pubblici, con la Conero Bus, per esempio. Non dobbiamo dare dei mandati a chi ne ha già altri! Ciò che più mi rattrista, è che all’interno della Start ho conosciuto ingegneri molto capaci, come l’ing Sbraccia, per esempio, e mi colpisce il fatto che in oltre 15 anni come dipendente e ingegnere questi non venga neanche considerato. Avrebbe potuto benissimo ricoprire l’incarico di direttore senza attingere ad esterni. Esiste anche una sentenza della cassazione, che evidenzia come il ricorso a consulenti esterni, possa essere adottato solo in assenza della relativa figura professionale all’interno dell’organizzazione pubblica. Invece abbiamo un ingegnere con esperienza e si continua a sperperare denaro pubblico. Mi auguro di essere sentito dalla Procura, come persona informata dei fatti, visto che vorrei contribuire quanto prima a dare notizie, di cui, diciamo, sono venuto a conoscenza. Poi se la magistratura deciderà di seguire la tecnica investigativa del giudice Falcone, che era quella di seguire gli spostamenti del denaro, a mio avviso ne vedremo delle belle… .

Adesso, però, dobbiamo capire che fine hanno fatto i soldi (si parla di un ammanco di circa un milione di euro) visto che in città si vocifera che Cameli ha difficoltà a restituire il denaro. Speriamo di no, altrimenti si rischia che a rimetterli, siano, come spesso accade, i cittadini.

 Altra cosa che ho saputo ultimamente, è che all’interno dell’azienda ci sono state “stabilizzazioni” di personale, parliamo di 6-8 unità, senza concorso, con lo stesso metodo che ho già denunciato alla Procura di Ascoli, in tema di pubbliche assunzioni. La tecnica è sempre la stessa: assumono inizialmente le persone con un contratto temporaneo di alcuni mesi e poi glielo rinnovano, mettendosi cosi in difetto. I lavoratori presentano un ricorso e le società a partecipazione pubblica sono costrette ad assumerli permanentemente nel loro organico per evitare danni.

Mi sono arrivate informazioni anche su: alcune rivendite di San Benedetto del Tronto, colpevoli anche loro di non aver versato gli incassi dei biglietti alla Start; un cattivo funzionamento del magazzino ricambi; una situazione anomala per quanto riguarda l’affitto ai privati degli autobus (se la fanno). In quest’ultimo caso sarebbe da verificare se c’è corrispondenza tra le uscite dei pullman e le relative fatture. Insomma siamo di fronte a una situazione molto scottante. Bene, penso di aver terminato… Per il furto avvenuto giorni fa nei locali della Start devo dire che me l’ero già sognato…».

 Noi di 2duerighe non possiamo sapere se queste esternazioni corrispondano a verità – sarà la magistratura a valutarle – ci auguriamo, però, che sia fatta luce su questa spiacevole vicenda e che venga ripristinata quella situazione di legalità, indispensabile per dare concretezza a quella richiesta di cambiamento che tutta la città si aspetta da tempo.

 Roberto Mattei

21 ottobre 2014

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