Manuli, nuovi tagli in vista: 177 posti di lavoro a rischio.

di Roberto Mattei

La multinazionale milanese continua a chiudere reparti inserendo le maestranze nelle liste di licenziamento.
Ascoli Piceno, 22 maggio 2011 – Crisi industriale e occupazionale senza fine nel piceno. Torna al centro dell’attenzione la Manuli Rubber Industries SpA, multinazionale milanese leader mondiale nella fabbricazione di tubi in gomma che proprio ad Ascoli Piceno possiede un sito produttivo. Qualche anno addietro, avvertiti i primi segnali di crisi, caratterizzati in sostanza da un calo della domanda, l’azienda aveva pensato di smantellare l’unità produttiva marchigiana e trasferire tutto nella repubblica popolare cinese, dove già esisteva un altro stabilimento.

Per i lavoratori fu un colpo durissimo. Sindacati, istituzioni locali e nazionali si occuparono del caso e alla fine riuscirono ad impedirne la chiusura. Una parte degli operai venne riassorbita, la restante ammessa a fruire degli ammortizzatori sociali. Adesso, a meno di un anno dalla ripresa della produzione «la Manuli apre la procedura di mobilità per 183 lavoratori – così si legge su un comunicato della segreteria provinciale UGL Chimici – 177 dei quali dello stabilimento di Ascoli Piceno. Previsti 52 nuovi tagli di posti di lavoro oltre i 125 dei reparti già inattivi».

Ciò significa che ai 125 lavoratori già nelle liste di licenziamento, poiché i reparti presso i quali lavoravano sono stati smantellati, se ne aggiungeranno altri 52 visto che l’azienda è intenzionata a chiudere due nuove sezioni. E questo perché secondo quanto riportato dalla procedura di mobilità per i 177 lavoratori «la Manuli considera il risultato industriale di Ascoli Piceno fortemente negativo e, per migliorare il livello di efficienza dello stabilimento idraulica del capoluogo piceno ritiene necessario la dismissione dei reparti Refrigerazione e Tal entro il 31 dicembre 2011». Sconcerto e preoccupazione da parte dei sindacati per questa decisione improvvisa della società, soprattutto perché le maestranze, superate le problematiche dell’anno passato, avevano ripreso a tranquillizzarsi e mai avrebbero presagito scenari di questo tipo. «Una comunicazione bugiarda – infierisce l’UGL – che conferma l’obiettivo strategico della Manuli di smantellamento dei sito produttivo di Ascoli Piceno; un’intenzione fattasi ancora più chiara dopo l’investimento di 25 milioni di euro in Polonia».

A questo punto non resta che sperare, per l’ennesima volta, che l’azienda torni sui suoi passi avviando un tavolo di trattativa con tutte le forze sociali. Un impegno necessario per la tutela dei lavoratori e il loro futuro occupazionale, ma anche per il consolidamento del polo chimico piceno.

 

 

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