Alluvione marzo 2011: la Regione Marche ricorre al Tar del Lazio contro la “Tassa sulle Disgrazie”

di Roberto Mattei

Dopo aver dichiarato lo stato d’emergenza per gli ingenti danni provocati dal maltempo, la giunta regionale dichiara lo stato di emergenza ma viene “stoppata” dall’odiosa “imposta di scopo” del decreto mille proroghe 2011, con l’impossibilità di accedere direttamente, come in passato, al fondo nazionale per la gestione di situazioni impreviste come quella marchigiana.
Poco più di due mesi fa, nel mese di marzo 2011, una vera e propria alluvione colpì tutte le province marchigiane provocando danni stimati per oltre seicento milioni di euro, sia al patrimonio pubblico che privato.

A seguito di tale evento, la Regione Marche aveva dichiarato lo stato di emergenza portando il problema all’attenzione del Consiglio dei Ministri. Il vero dilemma per la giunta regionale riguardava l’attuazione della “Tassa sulle disgrazie” prevista dal decreto mille proroghe per l’anno 2011 (cosi chiamato in quanto contempla la proroga di alcune disposizioni legislative, la cui efficacia altrimenti scadrebbe alla fine dell’anno corrente).

Questa norma prevede che le regioni colpite da calamità naturali debbano alzare tasse o addizionali di propria competenza, compresa l’accisa sulla benzina, se non hanno i soldi per pagarsi i danni. Lo stesso presidente della Regione Marche, dott. Gian Mario Spacca, aveva espresso i suoi dubbi sull’applicazione della tassa di scopo introdotta dal decreto e aveva chiesto un parere ad alcuni costituzionalisti. Da qui il ricorso alla Corte Costituzionale e adesso anche al TAR del Lazio. La giunta regionale ha infatti incaricato il prof. Stefano Grassi, del Foro di Firenze, di ricorrere contro la direttiva Berlusconi sul reperimento obbligatorio delle risorse regionali attraverso: una manovra di bilancio, interventi sulle aliquote Irpef e Irap e un incremento dell’accisa sulla benzina.

Il ricorso amministrativo riguarda anche la nota del dipartimento nazionale della Protezione Civile del 31 marzo 2011, inviata ad Abruzzo, Basilicata e Marche, che interpreta le nuove norme del mille proroghe, imputando alle regioni gli oneri finanziari per la gestione delle emergenze, senza poter accedere direttamente al fondo nazionale, come in passato. Soddisfatto il presidente Spacca per la presa di posizione della Regione Marche che sull’argomento tiene a precisare: «tutti gli spazi di confronto con il governo nazionale si sono esauriti e le richieste che provengono dai territori marchigiani devastati rimangono senza risposta da parte del governo nazionale. Noi crediamo che la solidarietà dello Stato non possa mancare dopo la sua stessa dichiarazione d’emergenza nazionale cui non è seguita l’ordinanza, come sempre in precedenza era avvenuto. Percorreremo tutte le strade che la legge ci consente per far valere le nostre ragioni e per dare risposte a un territorio che ha subito 610 milioni di danni».

Per il momento, agli alluvionati del Veneto sono stati assegnati 360 milioni di euro mentre al centro sud solo più tasse.

 

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