Smascherata falsa insegnante: aveva un finto diploma di laurea

di Roberto Mattei

Da sei anni faceva l’insegnate precaria in una scuola materna siciliana e aveva rinnovato la domanda di ammissione per l’accesso nelle liste del personale di sostegno, esibendo un documento risultato “clonato” all’Università degli Studi di Macerata.

Ascoli Piceno, 15 maggio 2011 – Sarà che è tempo di crisi e ci si ingegna in tutti i modi per portare a casa qualche spiccio, però la nostra arte di arrangiarsi, tutta rigorosamente italiana, a volte tocca veramente il fondo.

C’è chi si adatta a fare i lavori più umili, chi si inventa nuovi mestieri e chi ancora, pur di avere la certezza di uno stipendio a fine mese e basi solide su cui poggiare, sarebbe disposto a fare carte false. E’ quello che ha fatto Rosetta Scariano 33enne, di Favara, cittadina in provincia di Agrigento, per accedere alle graduatorie del personale di sostegno della scuola materna.

La donna, che insegnava da circa sei anni come supplente presso un istituto scolastico di Caltanissetta , aveva presentato al Ministero della Pubblica Istruzione la domanda di mantenimento negli elenchi suddetti, dichiarando di possedere un diploma biennale di specializzazione, conseguito dieci anni prima presso l’Università di Macerata. Peccato che agli atti dell’istituto marchigiano non risultava alcun diploma di sostegno per la scuola materna a nome della donna, perché il titolo presentato era un falso e quella laurea, lei, non ce l’aveva proprio.

Il documento recava il timbro dell’Università degli Studi di Macerata, ma il numero di registro era lo stesso riportato sul diploma di uno studente che, a differenza della falsa insegnante, aveva frequentato regolarmente il corso di laurea. A scoprire il fatto l’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo. Alla dirigenza scolastica non è rimasto altro che denunciare l’accaduto in procura ed escludere dalle graduatorie e dall’elenco del sostegno la giovane siciliana.

La donna è stata condannata in primo grado a restituire al Ministero della Pubblica Istruzione circa 42 mila euro, per gli stipendi indebitamente percepiti dal 2002 al 2007. Qualche giorno fa, la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ne ha confermato la condanna.Adesso non resta che trovare la “fabbrica” dei falsi diplomi di laurea.

 

 

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