Giorno della memoria e delle vittime del terrorismo: San Benedetto del Tronto dedica una via a Roberto Peci

di Roberto Mattei

E’ l’attuale via Arrigo Boito, luogo in cui avvenne il rapimento del giovane operaio fratello di Patrizio Peci, primo pentito delle Brigate Rosse.
Ascoli Piceno
– Una via terrà viva la memoria di Roberto Peci, l’ex brigatista giustiziato dalle BR (Brigate Rosse) il 3 agosto 1981. Lo ha deciso il Comune di San Benedetto del Tronto in occasione del  “Giorno della memoria e di tutte le vittime del terrorismo” che si terrà il prossimo 9 maggio. Si tratta di una ricorrenza molto importante, istituita il 4 maggio 2007 dal parlamento italiano in memoria di Aldo Moro, presidente della DC (Democrazia Cristiana), rapito e condannato a morte dalle BR dopo 55 giorni di prigionia il 9 maggio 1978 e tutte le vittime del terrorismo, tra cui gli uomini che componevano la scorta dello statista trucidati in pochi istanti dai brigatisti durante il sequestro.

Chi non ha vissuto quel particolare periodo storico della nostra repubblica, difficilmente può immaginare l’atmosfera che si respirava. Erano anni in cui bollivano in pentola grandi cambiamenti nella configurazione politica e partitica italiana, innovazioni che se recepite dal parlamento, avrebbero portato a un governo dalla base democratica più ampia, composto cioè da partiti di varie ideologie alleati all’elemento cardine: la Democrazia Cristiana. Il sogno di Aldo Moro rispecchiava proprio questo concetto: creare un “governo di solidarietà nazionale” includendo nella maggioranza anche il PCI (Partito Comunista Italiano), creando in questa maniera uno stato più liberale e vicino alle realtà popolari.

Si trattava di idee troppo all’avanguardia per essere comprese dal popolo e dalle classi politiche conservatrici di quel periodo, soprattutto perché contrastavano con il pensiero delle BR: l’instaurazione della dittatura del proletariato e la costruzione del comunismo anche in Italia. Questa estremizzazione della politica si tradusse in lotta armata e terrorismo.

Tra le vittime di quegli anni bui non possiamo dimenticare il giovane Roberto Peci, fratello di Patrizio Peci, esponente di spicco delle BR e primo pentito dell’organizzazione terroristica. Nel 1975 Roberto, seguendo le orme del fratello maggiore, entrò nella colonna marchigiana delle BR ma ne uscì dopo pochissimi mesi, poiché era attratto dall’ideologia del movimento ma non dai metodi violenti con i quali questo si prefiggeva di raggiungere lo scopo prefissato.

Aveva appena 25 anni quando, in seguito al pentimento di Patrizio, venne sequestrato e ucciso dopo 55 giorni di prigionia. Durante la detenzione, i suoi carcerieri filmarono tutti gli interrogatori cui giovane venne sottoposto, nonché il momento della brutale esecuzione avvenuta con 11 colpi di arma da fuoco.

A 36 anni dalla morte, la città rivierasca cambierà l’attuale via Arrigo Boito, luogo dove il 10 giugno 1981 l’uomo venne rapito, in via Roberto Peci – «Abbiamo lottato per avere questa strada: mio padre non è stato un terrorista, era un ragazzo di 25 anni coinvolto in vicende più grandi di lui, una vittima» – ha affermato la figlia Roberta (fonte Ansa), che nella mattinata di lunedì 9 maggio si recherà con la madre al Quirinale per la cerimonia commemorativa di quegli “anni di piombo”.

 

 

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