Pedofilia tra le mura domestiche, arrestato 40enne nel pesarese

Molestava i suoi bambini quando la moglie era al lavoro

Quando si hanno dei figli, la preoccupazione di ogni genitore è quella che possa loro accadere qualcosa di spiacevole quando si trovano al di fuori della sfera famigliare. L’apprensione più grande è sicuramente per il dilagare della pedofilia, che in questi ultimi anni è divenuta una vera e propria piaga della società moderna, con milioni di abusi sessuali compiuti su minori in tutto il mondo. Chi non ha mai detto al proprio bambino: «non ti fermare a parlare con le persone che non conosci» oppure «non salire in macchina da sola con gli estranei»? Parole pronunciate per il loro bene dimenticando che, a volte, “l’orco” può nascondersi nel vicino di casa, l’amico di famiglia, il sacerdote della parrocchia o addirittura all’interno delle mura domestiche.

Proprio ieri, nella provincia di Pesaro-Urbino, un papà di appena 40 anni, di origini marocchine, è stato arrestato dai carabinieri per violenza sessuale aggravata ai danni delle sue due bambine e del figlioletto più piccolo. L’uomo, residente a Fano, nullafacente e con precedenti penali, approfittava dell’assenza della moglie – costretta ad allontanarsi da casa ogni giorno per andare a lavorare  e poter mantenere la famiglia – per dare sfogo, indisturbato, ai suoi inquieti pensieri sessuali nei confronti dei suoi piccoli consanguinei.

Una squallida vicenda venuta alla luce solo grazie all’acutezza dell’intuito femminile di una mamma coraggiosa, che ha saputo credere fermamente nei racconti dei suoi bambini, denunciando il  compagno senza alcuna esitazione. Le indagini erano scattate circa sette mesi fa, quando cioè,  nel  settembre dello scorso anno, la donna si era rivolta ai militari dell’arma per la prima volta, facendo scattare le manette ai polsi del pregiudicato marocchino. Rimasta molto scossa per l’accaduto, la mamma era stata trasferita assieme ai suoi tre figli in una struttura dei servizi sociali, seguiti costantemente da psicologi al fine di dimenticare il traumatico evento.

Ed è proprio in questa sede, grazie ai racconti particolareggiati dei piccoli, che gli uomini delle forze dell’ordine sono riusciti a mettere insieme tutti i tasselli facendo emergere a carico del quarantenne un quadro indiziario ancora più grave che ha permesso di incastrarlo definitivamente.

Roberto Mattei

7 aprile 2012

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