NEUTRALIZZARE IL TERRORISMO CON LA LICENZA DI UCCIDERE

di Roberto Mattei

“Occhio per Occhio, dente per dente”, così ti ammazzo Bin Laden e “risveglio” Al Qaeda.
Il mondo intero lo immaginava nascosto tra le sperdute montagne al confine tra Pakistan e Afghanistan, circondato dai suoi fedelissimi e intento a impartire ordini a tutti i terroristi del pianeta. Per anni, l’intelligence americana aveva fatto battere palmo a palmo tutto il territorio a cavallo tra i due stati, ispezionare grotte, buche e ogni cavità naturale o artificiale presente nella zona. Ma lui, Osama Bin Laden, il ricercato n. 1 dalla Casa Bianca, se ne stava tranquillo in una villa da nababbi, una di quelle residenze milionarie contornate da ogni lusso, con tanto di fortificazioni e uomini armati fino ai denti. Sembra di assistere a una commedia all’italiana, uno di quei tanti film di mafia dove il boss di turno, ricercato ovunque e per anni dalla polizia, viene catturato nella sua residenza estiva, mentre è intento ad abbronzarsi, con un bel sigarone tra le labbra e incantevoli donne pronte per servirlo.

Questa volta, però, la storia non è finita con la cattura del pericoloso latitante ma con la sua uccisione. Lo sceicco del terrore è stato ammazzato con un colpo di arma da fuoco alla testa durante un blitz delle truppe americane, nell’ambito di un’operazione antiterroristica condotta dalla CIA – «Giustizia è fatta» –  ha annunciato durante la notte il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, in diretta TV dalla Casa Bianca. Migliaia di americani sono cosi scesi in strada al grido di “USA, USA”, sventolando la tanto amata bandiera a stelle e strisce.

E adesso? Ora che Osama Bin Laden non c’è più possiamo chiudere tranquillamente gli occhi e aspettarci un mondo più tranquillo, senza armi, ingiustizie, guerre, assassinii? No di certo, è scomparso un uomo e non l’organizzazione criminale, Al Qaeda! Eppure, il mondo intero continua con questa spettacolarizzazione della morte, così come un cacciatore fa quando riesce a conquistare un ambito trofeo per la sua collezione. Come quello della preda, anche il corpo Bin Laden è stato recuperato, fotografato,  filmato e “seppellito” in mare. Le comunità musulmane, che da sempre condannano ogni forma di terrorismo e quei paesi battutisi sempre contro la pena di morte, oggi applaudivano e festeggiavano questo storico evento di sangue. Neutralizzare la polveriera del terrorismo internazionale non può però avvenire con la licenza di uccidere, perché in tal modo si innesca e alimenta l’odio, il rancore e lo spirito insaziabile di vendetta. Adesso, allora, finita la “festa”, dovremo rimboccarci le maniche e pensare alla nostra sicurezza. Così, mentre Al Qaeda, attraverso il quotidiano Asia Time fa sapere di aver già nominato i nuovi capi del movimento terroristico, da oriente a occidente scatta l’allarme sicurezza per timore di eventuali ritorsioni all’uccisione dello sceicco del terrore. In Italia, il ministro degli Interni ha fatto sapere che saranno rafforzati i controlli – «Oggi ci sarà una riunione del CASA – Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo – per valutare la situazione e decidere le misure da adottare per aumentare i controlli», ha affermato Roberto Maroni durante una conferenza stampa a Milano. In effetti, l’incontro è in programma alle 17 di oggi al Viminale, ma la domanda che ora sporge spontanea è la seguente: da oggi vivremo tutti più tranquilli e sereni? Ai “posteri” l’ardua sentenza.

 

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