L’Assassinio di Melania forse tradito da due scontrini

di Roberto Mattei

Mentre gli inquirenti passano al setaccio la vita della coppia, nel bosco degli orrori spuntano nuovi reperti che potrebbero inchiodare il folle omicida.

Si sta trasformando in un autentico giallo il mistero della morte di Carmela Rea, per gli amici “Melania”, la donna scomparsa a Colle San Marco di Ascoli Piceno lo scorso 18 aprile, durante una gita fuori porta assieme al marito e la figlioletta di 18 mesi.

Tante sono le storie che ogni giorno vengono raccontate dai professionisti dell’informazione e dalla gente comune, attraverso i media e i vari articoli “captati” via web dai motori di ricerca. E’ sufficiente digitare “Melania”, “Carmela Rea”, “Omicidio di Ascoli Piceno” e chi più ne ha più ne metta, per vedere apparire decine e decine di risultati. Tra tante ipotesi e inverosimili allusioni, tutti diventiamo investigatori o scrittori di libri gialli cercando di arrivare alla verità, quel riscontro che, per legge, è affidato agli inquirenti.

Noi di 2duerighe vogliamo essere diversi, vogliamo raccontarvi i fatti così come si suppone siano andati, senza maligne insinuazioni, pettegolezzi, vernecchie, consapevoli che una sola parola detta nel modo sbagliato, può condizionare la vita e il futuro di un uomo. E’ il caso di Salvatore Parolisi, il marito di Melania, un giovane distrutto dal dolore per la scomparsa della donna che amava più di ogni altra cosa al mondo e che oggi si ritrova al centro dell’attenzione della stampa, quasi fosse stato lui a commettere il brutale delitto. Noi non crediamo in queste illazioni triviali create, forse, ad arte per stimolare l’interesse di chi legge, perché, si sa, la curiosità è il carburante della nostra mente. Pensiamo altresì che un’informazione di qualità debba essere trasparente, onesta, autorevole e soprattutto esplicita nel dichiarare le proprie fonti.

 

Tornando al caso Rea, secondo le ultime notizie Ansa, pare che gli investigatori stiano lavorando su un movente dagli scenari molto complessi, cosi come confermato dal comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, col. Alessandro Patrizio – «non sono indagini facili» – così aveva detto sin dall’inizio. Gli inquirenti stanno passando al setaccio ogni cosa, dal luogo del ritrovamento alla vita della coppia. Negli ultimi giorni, in particolare, sono state rinvenute due macchie nell’autovettura del Parolisi, sulle quali il RIS di Roma dovrà far luce nei prossimi giorni. Sarà il reparto investigativo scientifico dei carabinieri a stabilire se si tratta di sangue e a chi eventualmente appartenga. Gli investigatori pensano che la scena del crimine sia stata ricostruita ad arte e per questo non trascurano nessuna pista. «Sono disposto a dare anche il mio sangue per il Dna», è quanto ha affermato in tv il marito della donna uccisa, per togliersi di dosso ogni sospetto e far si che l’assassino venga assicurato alla giustizia quanto prima.

Al momento, l’attenzione di tutti è rivolta su due scontrini rinvenuti nel “bosco delle casermette” a Ripe di Civitella. Il primo, rinvenuto in un cestino reca la data del 18 aprile e pare sia stato rilasciato da una panetteria di Villa Lempa, una frazione in provincia di Teramo. Il secondo, invece, è datato 19 aprile e potrebbe essere caduto dalle tasche dell’assassino (o degli assassini) tornato sul luogo del delitto per mettere in atto un depistaggio o eliminare alcune prove. Intanto è stata smentita dagli ambienti investigativi la notizia, circolata nella giornata di oggi, che la donna sia stata uccisa perché a conoscenza di un segreto che avrebbe potuto svelare.

 

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