Fermi tutti: arriva Lamabook, il futuro del social media

Nasce a Castel di Lama, in provincia di Ascoli Piceno, il primo local network al mondo. Un’iniziativa tutta italiana destinata a rivoluzionare il web.

Potrebbe diventare ben presto il canale di comunicazione più efficace dal punto vista sociale e commerciale. E’ il local network, il nuovo social media, tutto italiano, destinato a rivoluzionare completamente il concetto di socializzazione e comunicazione via web. Ormai tutti utilizzano i social network per parlare con gli amici, fare nuove amicizie, condividere esperienze di vita e molto altro ancora.

Nella maggior parte dei casi, gli utenti “collezionano” lunghe liste di ragazzi e ragazze, uomini e donne, parenti e conoscenti, di ogni età, che vengono definiti “amici online”, ma che mai avranno la fortuna di incontrare, a passeggio, sotto casa o per le vie della città! Molte delle conoscenze acquisite via web, infatti, si trovano spesso a distanze di centinaia o migliaia di chilometri.

E’ vero che l’amicizia non è schiava del tempo e dello spazio, come dice un vecchio detto, ma è anche evidente il fatto che, almeno in questo caso, il fruitore del servizio non saprà mai chi c’è davvero dall’altra parte dello schermo perché non avrà mai modo di incontrare fisicamente l’individuo. Da qui l’idea di dare un taglio al global network e iniziare a coltivare le amicizie locali. L’iniziativa questa volta non è di un gruppo di studenti universitari americani, come già accaduto con Facebook, ma di due imprenditori ascolani, Andrea Mattei, titolare di un’agenzia di grafica pubblicitaria e Daniel Raison, uno dei programmatori più quotati del piceno, che hanno dato vita a Lamabook, il primo e unico servizio di rete locale comunale de “la Lama”, operante cioè esclusivamente sul territorio di Caste di Lama, una cittadina della provincia di Ascoli Piceno con poco più di ottomila abitanti, divenuta famosa in tutta Italia per la prestigiosa Fiera del SS Crocifisso, una delle più grandi rassegne agricole e zootecniche delle Marche e dell’Italia centrale, che si tiene ogni anno nei primi giorni di settembre.

Lamabook è un motore del tutto simile a quello dei più famosi social network, ma che permette di “toccare con mano”, anche nell’immediato, le amicizie acquisite online. Il vicino di casa, i compagni di scuola, il panettiere, il macellaio, la commessa del supermercato, la ragazza che ci è sempre piaciuta ma alla quale non abbiamo mai avuto il coraggio di dichiararci, oggi sono tutti a “portata di mano”, perché vivono accanto a noi, al massimo a qualche chilometro di distanza. Ma le potenzialità di questo nuovo servizio non si limitano alle sole relazioni sociali. Lamabook è anche uno strumento teso ad accrescere e rilanciare l’economia di un dato territorio. Si pensi ad esempio a una qualsiasi manifestazione locale, quale potrebbe essere, ad esempio, l’inaugurazione di un bar o supermercato. In questo social “in miniatura”, l’evento avrebbe una risonanza mille volte maggiore rispetto a una dispersiva rete mondiale con migliaia di iniziative che si perdono nel caotico moltiplicarsi giornaliero e che determinano una diminuzione della visibilità con la stessa velocità con cui la si è acquisita. A livello comunale, invece, le news sarebbero di gran lunga inferiori, permettendo all’utente una facile e rapida individuazione,  amplificandone l’eco e il ritorno economico.

Ma cosa distingue un local network da un social media circoscritto a una determinata area geografica? L’abbiamo chiesto proprio ad Andrea Mattei, uno dei fondatori del nuovo portale. «Il local network non è un servizio di rete sociale e basta! Sul web sono circa un migliaio i siti internet che offrono la possibilità di “socializzare” a livello locale. Ciò che distingue questo servizio da altri, che all’apparenza possono sembrare uguali, è la possibilità di interagire con altri local network sparsi in tutto il mondo. Vi faccio un esempio. Immaginate se concentrassimo tutta la popolazione del mondo su di un unico territorio. Le persone vivrebbero ammassate una accanto all’altra, in spazi angusti, senza la minima discrezione. Non potrebbero più parlare delle proprie cose personali né espletare i bisogni fisiologici, perché i vicini ascolterebbero e osserverebbero qualsiasi cosa. Perderebbero in poche parole la loro intimità. Lasciando tutto come è adesso, invece, ciascuno ha il suo spazio, i suoi “veri” amici, le sue abitudini, la sua privacy  e all’occorrenza, se lo desidera, può spostarsi in un altro paese del mondo per assecondare i suoi desideri. La stessa cosa accade con il local network: non una grande rete mondiale come facebook, ma tante piccole reti spaiate per il globo che all’occorrenza possono dialogare tra di loro. Spero di aver reso l’idea».

Il progetto è finanziato interamente dalle aziende del territorio.

Roberto Mattei

15 marzo 2012

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