OMICIDIO REA: 50 MINUTI DI “BUIO” PER FAR LUCE

di Roberto Mattei

La donna scompare alle 14.30 di lunedì 18 aprile, il marito, preoccupato, la chiama dopo circa 50 minuti e il telefono della donna – che non risponde –  aggancia una cella telefonica di Ripe di Civitella”.

Novità di rilievo sul caso dell’omicidio di Carmela Rea, la donna ritrovata morta a Ripe di Civitella in provincia di Teramo. Dall’analisi dei tabulati telefonici sarebbe infatti emerso che il giorno della scomparsa la giovane si trovasse già sul luogo dove è stata rinvenuta.

A comprovare questa tesi, il fatto che il marito della vittima, il caporalmaggiore dell’Esercito Italiano Salvatore Parolisi, intorno alle 15.20 di quel lunedì 18 aprile, avrebbe chiamato la moglie con il proprio cellulare, dopo che questa si era allontanata dal parco giochi per andare in bagno.

E’ confermato che dall’istante della scomparsa all’ora della telefonata, fossero trascorsi circa 50 minuti, visto che la donna era stata vista congedarsi dal marito e la figlia intorno alle 14.30, come confermano la testimonianza del gestore di un vicino chiosco bar e il fatto che il cellulare della donna, proprio in quell’ora, abbia agganciato una cella di Ripe di Civitella senza tuttavia rispondere alla chiamata.

Insomma, siamo di fronte a un giallo-rebus che potrebbe essere a una svolta proprio nelle prossime ore.

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