25 APRILE TRA PASQUETTA, LIBERAZIONE, RIFLESSIONE E PREGHIERA

di Roberto Mattei

Un lunedì dell’angelo in cui si sovrappongono valori spirituali e ideali politici, un giorno in cui riflettere rappresenta una speranza per il futuro e dove la preghiera può aiutarci a mantenere vivo il ricordo di chi ha lottato per l’amore della Patria e la famiglia.

Questa mattina, in tutta Italia, hanno avuto luogo le celebrazioni per il 66° anniversario della Liberazione (e il 63° anniversario della Costituzione).

A Roma, come è ormai consolidata tradizione, il Presidente della Repubblica si è recato all’Altare della Patria per partecipare alle cerimonie organizzate per il 25 aprile e consegnare la medaglia d’oro al merito civile alla memoria di Mario Pucci, un giovane ventenne ucciso a Firenze dai fascisti il 13 giugno 1938.

Ad accogliere Giorgio Napolitano davanti al “Vittoriano”, sotto una noiosa pioggia, c’erano: il presidente del Senato Renato Schifani, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ministro della Difesa Ignazio La Russa e numerose autorità locali tra cui il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

 

Il capo dello Stato ha ammonito il mondo politico, ricordando come il 25 aprile 1945, abbia segnato per il nostro paese il risveglio della coscienza nazionale e civile italiana, impegnata nella lotta contro gli invasori – «La difficoltà delle sfide di oggi e del futuro richiedono nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione nel libero confronto delle posizioni alla ricerca di ogni terreno di convergenza».

Fischiato invece, da un gruppetto isolato di cittadini che si trovavano in piazza Venezia,  il ministro della Difesa Ignazio La Russa, proprio nell’istante in cui prendeva la parola. Con grande dignità e compostezza, però, il Ministro a proseguito il suo discorso.

Dalle parole pronunciate questa mattina dal Presidente della Repubblica, si sottende chiaramente come sia necessario, per tutte le classi politiche e tutti gli italiani, ritrovare quei principi e valori comuni che, dopo la liberazione dal nazifascismo, hanno portato allo sviluppo economico e sociale del paese. La prova, insomma, che uniti si vince, sempre. Era il 1943 quando, nel corso della seconda guerra mondiale, il nostro paese si ritrovò diviso in due stati distinti: al nord la Repubblica Sociale Italiana in mano ai fascisti di Benito Mussolini e al sud il governo Badoglio alleato degli angloamericani.

Per combattere il nazifascismo, uomini di vari ceti sociali e diverse idee politiche e religiose organizzarono la Resistenza; giovani donne, anziani e militari divennero i Partigiani, persone che avevano in comune un grande ideale: lottare con ogni mezzo disponibile, anche al rischio della propria vita, per liberare la patria da ogni forma di oppressione ed instaurare la democrazia, l’uguaglianza e il rispetto delle libertà individuali.

Anche nelle Marche la Festa della Liberazione è stata celebrata con imponente sfarzo e con manifestazioni e cerimonie solenni di ogni genere.

Ad Ascoli Piceno la ricorrenza si è aperta intorno alle 9, in piazza Simonetti, dinanzi al Palazzo del Governo. Numerose le autorità civili e militari presenti, tra cui: il prefetto di Ascoli Piceno dott. Pasquale Minunni, il Presidente della Provincia ing. Piero Celani, il Sindaco di Ascoli Piceno avv. Guido Castelli e il Presidente del Comitato provinciale A.N.P.I. dott. Tito Alessandrini. Successivamente, il corteo si è spostato in piazza Roma per la deposizione di una corona sul monumento ai caduti. Il cattivo tempo e gli ultimi terribili fatti di cronaca sull’omicidio di Carmela Rea, non hanno inoltre impedito la consueta deposizione della corona di alloro sul Sacrario Partigiano di Colle San Marco e la resa degli onori ai caduti per la Resistenza.

I festeggiamenti si sono chiusi alle ore 11, con la santa messa celebrata sul Pianoro di San Marco, in onore di tutti i caduti. Una giornata di festa ma anche all’insegna della riflessione e della preghiera, visto che oggi ricorre la festività di San Marco e proprio in quell’area lunedì scorso era scomparsa “Melania”, la giovane mamma ritrovata assassinata in circostanze misteriose nel vicino Abruzzo.

Nel nord della regione, a Pesaro, l’anniversario della Liberazione si è svolto con numerose iniziative, contornate dalla Banda musicale di Candelara (PU) e dal servizio d’onore di un picchetto armato dell’Esercito Italiano.

Anche qui, deposizione di corone d’alloro al Sacrario di piazzale Collenuccio, presso la Cappella Votiva di S. Ubaldo e il Monumento alla Resistenza di piazza Falcone e Borsellino. Presenti tutte le associazioni combattentistiche e d’arma nonché il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli.

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