Uccisa ragazza di 23 anni a Porto Potenza Picena

Trovata in spiaggia con il cranio frantumato. Fermati 4 uomini

Porto Potenza Picena (MC) – Il corpo era semi coperto dalla sabbia. Un sacchetto di plastica copriva ció che rimaneva della testa, ridotta in pezzi a bastonate. Questo é ció che rimane di Andreea Christina Marin, 24 anni tra una settimana, giovane ragazza di origini rumene arrivata nelle Marche da poco piú di un mese, e uccisa con brutale violenza la notte tra il 27 e il 28 gennaio.

Faceva la ballerina in un night club a Porto Recanati e quella sera era stata riaccompagnata a casa intorno alle 4 del mattino dall’autista del locale. Ma qualcuno la attendeva. Qualcuno che nel frattempo aveva frantumato anche le luci all’entrata della palazzina di Lido Bello, quasi deserta nel periodo invernale. Si crede che Andreea sia stata sorpresa in ascensore, dove sono state rilevate tracce di sangue, e successivamente sia stata seviziata e massacrata barbaramente con bastoni, e forse anche con delle pietre. Il corpo abbandonato in spiaggia a due passi da casa, é stato trovato alle 7 e 15 del mattino seguente da uno degli uomini che viveva nel suo condominio, uscito di buon’ora a passeggio con il cane.

A tendere la feroce imboscata si suppone siano stati quattro uomini: Sandro Carelli, 57 anni che a quanto pare si frequentava con Andreea; suo figlio 22enne Valentino Carelli, e due loro amici Silvio Giarmaná e Sebastian Capparucci, entrambi di 26 anni. Il branco avrebbe agito seguendo il maschio dominante che, in questo caso, é proprio il presunto compagno della vittima Sandro, mosso sembrerebbe da ragioni sentimentali e da questioni economiche. “Una storia squallida, tristissima” dice uno degli investigatori che segue il caso.

Questione di ore i risultati dell’autopsia per accertare la modalitá esatta del terribile delitto di Andreea. Intanto i quattro giustizieri continuano ad essere constantemente interrogati dalle autoritá competenti che si occupano della vicenda, e pare che qualcuno sia giá stato smascherato.

Pamela Alfonsi

29 gennaio 2012

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