Parchi a rischio per colpa dei tagli? Federparchi Marche: sacrifici per tutti, decisione “dolorosa ma inevitabile”

La crisi economica e i tagli alla spesa pubblica non risparmiano nemmeno i parchi di casa nostra. E’ quanto scaturito dall’assemblea di Federparchi Marche tenutasi ieri ad Ancona, incentrata principalmente sull’approvazione del bilancio di previsione 2012 della regione Marche,  che ha visto ridurre di circa il 10% i contributi annuali agli organismi gestori delle aree naturali protette regionali.

Un incontro caratterizzato da una partecipazione numerosa, attiva e propositiva dei rappresentanti dei vari “Enti-Parco” presenti sul territorio, dai Monti Sibillini a quelli della Laga, dalla Gola della Rossa e Frasassi al Monte San Bartolo e Sasso Simone e Simoncello, senza dimenticare i gestori  delle riserve di Abbadia di Fiastra, Ripabianca di Jesi, Sentina, Torricchio e Gola del Furlo.

Immancabili, come sempre, i responsabili locali di WWF e Legambiente. Vista la “delicatezza” del momento, tutti hanno espresso profonda soddisfazione per l’esito della previsione di bilancio. Lo stesso Fabrizio Giuliani, coordinatore di Federparchi Marche, ha evidenziato ai presenti la necessità di qualche sacrificio in più da parte di tutti. Del resto si tratta pur sempre di laute assegnazioni che sfiorano i 3 milioni e 700 mila euro, contro gli oltre 4 milioni dello scorso anno. Un taglio «doloroso ma inevitabile», ribadisce Giuliani, se consideriamo che solo nella nostra regione si contano 12 aree protette (tra parchi nazionali e regionali e riserve nazionali e statali), che coprono circa il 10% dell’intero territorio. Un plauso anche per lo stop imposto lo scorso 19 gennaio dall’assessore regionale all’ambiente Sandro Donati, alla proposta di legge sul riordino dei parchi.

Nella riscrittura delle norme, FederParchi ha chiesto di tenere in considerazione le osservazioni formulate in quarta commissione dall’associazione degli Enti locali (Anci-Upi-Uncem), dalle associazioni agricole e ambientaliste. «Siamo d’accordo che il riordino debba portare anche a un risparmio economico, purché venga rispettato il principio fondamentale della massima rappresentatività e autonomia territoriale – ripetono i soci dell’Assemblea – Siamo fiduciosi che la Regione ascolti tutte le parti e licenzi una legge adeguata in tempi rapidi per riavere piena operatività». Dal 28 dicembre, infatti,  il Parco del Conero, il Sasso Simone e Simoncello e il San Bartolo sono commissariati.

«C’è bisogno al più presto di una nuova legge – prosegue Federparchi – anche per evitare la proroga del commissariamento». Secondo il coordinatore regionale di Federparchi, «il problema di fondo è culturale e politico. Se si considera la tutela come antitetica alle strategie di risposta alla crisi economica diventa difficile pensare che si possano individuare politiche e strategie ad ampio respiro. Solo se si riuscirà invece a comprendere a pieno il ruolo culturale, sociale e anche economico della difesa del territorio, del paesaggio e della biodiversità si potrà sperare di realizzare azioni in grado di creare un valore aggiunto importante con un beneficio collettivo condiviso».

Roberto Mattei

26 gennaio 2012

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