Dossier “Malaria”, tre citta’ marchigiane tra le più “malate” d’Italia

“L’influenza” di PM10 arriva anche in provincia. Ancona sul gradino più alto del podio regionale, seguita da Macerata e Pesaro.

L’Italia è rinomata in tutto il mondo per le sue bellezze architettoniche, ma è anche tristemente famosa per la pessima qualità dell’aria delle sue città.

Ne sanno qualcosa quelli di Legambiente, che, dal 2006, con cadenza annuale, redigono il dossier Mal’aria, uno studio sull’inquinamento atmosferico dei principali centri urbani della penisola, che si basa sulla misurazione del livello di PM10, cioè del materiale presente nell’atmosfera sotto forma di particelle microscopiche. La sigla identifica il diametro aerodinamico di questi corpuscoli, uguale o inferiore ai 10 millesimi di millimetro. Incendi boschivi, erosione del suolo, dispersione dei pollini, usura di freni e pneumatici nonché i processi di combustione (motori a scoppio, impianti di riscaldamento, inceneritori, attività industriali), rappresentano i principali “ingredienti di queste polveri “sottili” ritenute responsabili di numerose affezioni dell’apparato respiratorio, tra cui: laringiti, bronchiti, asma e tumori.

Secondo la classifica redatta dalla nota associazione ambientalista, sulla base dei dati diffusi dalle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (A.R.P.A.) e disponibili sui relativi siti web, su 82 città monitorate nel corso del 2011, 55 avrebbero superato le soglie massime imposte dalle normative italiane. Tali valori sono definiti dalla direttiva 99/30/CE, recepita nel nostro Paese dal Decreto Ministeriale 2 aprile 2002, n. 60, secondo cui la media delle misurazioni effettuate nel corso di 24 ore non può superare i  50 µg/m³ (microgrammi/metrocubo) – limite di legge giornaliero per la protezione umana –  per più di 35 volte in un anno.

Sul podio delle città più inquinate si collocano i centri urbani del nord, ma anche le città marchigiane non sfuggono ai controlli delle centraline di rilevamento di PM10, con un piazzamento di tutto rispetto, si fa per dire, nella classifica nazionale. Ancona si aggiudica infatti il 23mo posto, Macerata il 42mo e Pesaro si piazza in 54ma posizione. Per l’ennesima volta, le automobili si confermano le peggiori inquinatrici. Nonostante i progressi fatti in questi anni dalle case costruttrici per la riduzione degli agenti inquinanti che fuoriescono dai tubi di scappamento,  restano ancora da risolvere le problematiche connesse con l’usura dei pneumatici, dei freni e del manto stradale, elementi che non vanno sottovalutati e che se potessero essere raccolti e pesati, alla fine di ogni anno, solo nella nostra regione posizionerebbero l’ago della bilancia sui 450 chilogrammi.

Come sottolinea Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, non basta rispondere al problema del traffico con interventi occasionali di emergenza quali il blocco della viabilità o le targhe alterne, utili solo se programmati in modo continuo nel tempo, ma è necessario integrare queste iniziative con misure più severe, che possano invogliare i cittadini a utilizzare mezzi di trasporto alternativi come la bicicletta e l’autobus. Per Luigino Quarchioni responsabile del ramo marchigiano dell’associazione, sarebbe proprio l’assenza di prospettive per una nuova mobilità la principale causa di malessere delle città marchigiane.

Roberto Mattei

23 gennaio 2012

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