ASCOLI PICENO, NEGOZI E CENTRI COMMERCIALI APERTI IL 25 APRILE E PRIMO MAGGIO

di Roberto Mattei

Regione e sindacati sul piede di guerra contro la decisione dell’Amministrazione Comunale del capoluogo piceno, di violare due festività simbolo per i lavoratori contro il dilagare della crisi economica.

Ha fatto discutere in regione, l’ordinanza di deroga alla chiusura degli esercizi commerciali, inclusa la grande distribuzione organizzata, nelle giornate del 25 aprile e primo maggio, emessa dal Sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, qualche giorno fa. L’iniziativa, nata con l’intento di sostenere le esigenze dei commercianti, che si trovano a dover fare i conti con una crisi generale senza precedenti che in pochissimi mesi ha fatto registrare la chiusura di moltissime imprese locali, è stata duramente criticata dalla Regione Marche, che ha evidenziato il proprio disaccordo con l’iniziativa in questione e ribadito il rispetto delle cogenti normative regionali che prevedono la chiusura nei suddetti giorni.

Contro la decisione del sindaco del capoluogo piceno si sono schierate anche alcune locali organizzazioni sindacali di categoria, che hanno denunciato una violazione dell’articolo 55, comma 4, della legge regionale n. 27 del 10 novembre 2009 – “Testo Unico in materia di commercio” – che vieta in maniera assoluta qualsiasi deroga alle aperture nei giorni 1 maggio, 25 aprile, 25 dicembre, 26 dicembre e pasqua ed invitato i lavoratori ad astenersi da qualsiasi prestazione di lavoro nelle suddette date.

E’ vero che con la chiusura degli esercizi commerciali si vogliono omaggiare, festeggiandole, due giornate molto importanti per il nostro paese, la festa della libertà e la festa del lavoro, ma è anche fondato il fatto che il nostro territorio è in sofferenza. Gli acquisti sono scesi drasticamente: le edicole non vendono più giornali, gli alimentari e i negozi di abbigliamento sopravvivono grazie al low cost e la manodopera cinese si sta diffondendo a macchia di leopardo su tutto il territorio comunale, come una gruppo di iene in attesa di impossessarsi della preda altrui.

Fino a qualche mese fa, orde di lavoratori ascolani piangevano sofferenti la possibile chiusura dell’azienda per la quale avevano lavorato da  molti anni e, per scongiurare il peggio, avevano chiesto l’intervento immediato del Sindaco Castelli e si erano resi disponibili ad ogni sacrificio pur di continuare a lavorare.

Oggi, dinanzi ad una decisione preventiva come questa, nata con l’intento di aiutare gli operatori del settore commerciale, proprio perché è in quei giorni di festa che si prevede un maggior afflusso di visitatori (dal 25 aprile al 3 maggio è prevista nel capoluogo piceno la manifestazione “Fritto Misto” che accoglie ogni anno migliaia di visitatori) ecco il diniego dei lavoratori e delle autorità gerarchicamente superiori.

Invece di gioire, per la possibilità di portare a casa la pagnotta, come si diceva un tempo dalle nostre parti quando non c’era niente da mettere in tavola, ci si scaglia contro un Sindaco, da sempre molto attento alle problematiche dei suoi cittadini, per un eccesso di zelo. L’impressione che si ha a prima vista, è che il problema non sia apertura SI o apertura NO, ma ben altro e di carattere politico. La Regione Marche è nelle mani della sinistra mentre il comune di Ascoli Piceno è governato dal Centro Destra. Sembra di assistere ad un incontro di boxe tra un peso massimo, la regione coadiuvata dalle organizzazioni sindacali, e un peso piuma, il comune che solo soletto cerca di destreggiarsi schivando i colpi che gli vengono inferti dagli  avversari proibizionisti.

Con quanto sopra, non vogliamo colpevolizzare nessuno; non è nostra intenzione  schierarci a sostegno di una classe politica o l’altra ne tanto meno giudicare in maniera negativa le istituzioni o i rappresentanti di categoria che si battono per il rispetto delle leggi dello Stato e dei lavoratori. Il nostro compito è però quello di evidenziare il comportamento encomiabile del primo cittadino di Ascoli Piceno, Avv. Guido Castelli, che ha sfidato le leggi e le istituzioni per il bene della comunità, cercando di evitare delle inutili chiusure che potrebbero mettere in seria difficoltà la già precaria situazione economica delle aziende locali.

La domanda che infine ci poniamo è la seguente: chi la spunterà? Staremo a vedere nei prossimi giorni.

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