Guardia Nazionale

Roberto Mattei

Clandestini ai primissimi posti per furti in casa, rapine e violenze sessuali
Un progetto contro il dilagare della criminalità:
Rivive la Guardia Nazionale Italiana?
Si chiama “Istituzione del Corpo Militare della Guardia Nazionale”, il progetto di legge redatto dal SIPU (sindacato unitario per i dipendenti pubblici e privati) per la lotta alla delinquenza e l’assunzione a tempo indeterminato dei militari precari, oggi a casa senza più un impiego.

Ormai da alcuni anni anche nelle nostre regioni (Marche e Abruzzo), come nel resto d’Italia, si osserva un clima di crescente preoccupazione per l’ondata di immigrati che sta interessando tutto il territorio nazionale, da Lampedusa a Ventimiglia.
Centinaia di extracomunitari approdano quotidianamente sulle nostre coste sfidando il mare su delle vere e proprie catapecchie galleggianti. Alcuni di questi, oltre a rappresentare una vera e propria minaccia per la sicurezza, in quanto potrebbero essere schierati con pericolosi gruppi terroristici, costituiscono anche un potenziale pericolo sanitario. A loro si deve infatti la ricomparsa di alcune malattie che nel nostro paese erano state debellate ormai da anni, come ad esempio la tubercolosi.
Ciò che tuttavia preoccupa maggiormente il cittadino medio, è il progressivo aumento di furti, rapine, borseggi, traffici di droga, omicidi e violenze a sfondo sessuale, come testimoniano i ricorrenti studi, condotti dai più rinomati istituti italiani di statistica. Naturalmente non possiamo colpevolizzare tutti gli stranieri presenti in Italia, buona parte dei quali lavorano onestamente nel rispetto delle leggi vigenti e sono ben integrati, ma dobbiamo prendere atto che, pur essendo solo il 5% della popolazione residente, gli immigrati rappresentano un terzo dei denunciati e la percentuale è in aumento.

Spaventa sempre più la cosiddetta microcriminalità che, oltre a determinare violenti traumi e sofferenze a chi ne rimane vittima, genera un significativo abbassamento della qualità della vita e tanta rabbia, per l’impossibilità di girare liberamente per strada, senza subire richieste di denaro, molestie o aggressioni. Nella nostra amata Italia, poi, il problema si complica per la presenza della malavita organizzata, che di fatto controlla intere regioni ed ormai da anni si è infiltrata sia nell’economia che nella politica.
Basta uscire da qualsiasi Centro Commerciale per trovare il “vu cumprà” di turno dedito alla vendita illegale di cd, borse, capi di abbigliamento e oggetti di ogni genere contraffatti; a Pescara, nelle immediate adiacenze della stazione centrale, c’è un vero e proprio mercato del falso, per lo più gestito da senegalesi, che si estende sotto gli occhi di tutti !!!
In questi ultimi anni abbiamo, inoltre, assistito a tremendi fatti di cronaca che hanno suscitato una crescente preoccupazione per la sicurezza dei nostri stessi familiari, cambiando radicalmente anche il nostro stile di vita. Non possiamo di certo dimenticare avvenimenti come l’omicidio di Sarah Scazzi, la piccola Yara Gambirasio, Elisa Claps.
Ed ancora ci domandiamo come un pacco bomba sia potuto finire tra le mani di un comandante dei parà della Folgore, considerati tutti i controlli cui la posta in ingresso è sottoposta dagli uffici protocollo militari.
Quelle che erano delle tranquille località dove non accadeva mai nulla, dove era possibile lasciare i propri figli liberi e senza alcun controllo, sono divenuti posti frequentati da pericolosi criminali. Cosa fare allora per prevenire questi reati?
Sicuramente intervenire a livello individuale, familiare e sociale, individuare i soggetti a rischio e inserirli in un piano efficace di aiuto e di assistenza, contrastare il degrado urbano, combattere la povertà, la scarsa istruzione, la disoccupazione, la mancanza di prospettive di vita che spesso portano a un incremento della delinquenza, coinvolgere insegnanti, educatori, operatori sociali e poliziotti in una più attiva presenza di monitoraggio del territorio ma soprattutto continuare ad investire in quelle persone a suo tempo formate dallo Stato militarmente e civicamente e che lo stesso, per motivi economici, ha successivamente pensato di mettere da parte considerandoli una risorsa non più sostenibile. Sono i militari a tempo determinato, precari del lavoro, ora disoccupati.
Non è possibile dire di aumentare la sicurezza del territorio chiudendo, nel contempo più di 500 Caserme dei Carabinieri, come non è ammissibile impiegare una o due pattuglie della polizia, nell’arco notturno, per monitorare una città che conta 100.000 abitanti!
La soluzione di queste problematiche è racchiusa in un progetto redatto dal SIPU, il sindacato del pubblico impiego e del privato, che da anni segue con attenzione i malcapitati militari precari e che, con  il progetto di legge sul Corpo Militare della Guardia Nazionale Italiana, intende prendere due piccioni con una fava: assunzione dei precari e ripristino della sicurezza.
La Guardia Nazionale Italiana era una forza armata sorta nel 1861, subito dopo l’unità d’Italia, con l’intento di sopprimere il brigantaggio nell’Italia del Sud e contrastare i nostalgici del regno borbonico. L’esercito piemontese non era in grado di presidiare minuziosamente tutto il mezzogiorno e da qui la necessità di disporre di una forza sussidiaria alle truppe regolari.
I metodi utilizzati da questa milizia, benché brutali e poco ortodossi, si rivelarono abbastanza efficaci nel loro scopo primario di reprimere e poi debellare il banditismo.
La nuova Guardia Nazionale Italiana sarà un Corpo Militare Scelto, gestito completamente da personale riservista, con un’età compresa tra i 18 e i 55 anni. Ciò significa che per potervi accedere, bisognerà preventivamente aver dato la propria disponibilità al richiamo alle armi nelle Forze di Completamento, la moderna riserva delle nostre Forze Armate, ed averla riconfermata nel corso degli anni.
«Non sarà l’Esercito di Brancaleone come già qualcuno sostiene, ma un’organizzazione composta da professionisti che lo Stato ha formato e poi “messo a riposo”. Avremo uomini altamente motivati, poiché chi aderisce alle Forze di Completamento è un volontario che ha già prestato in passato la propria opera nelle Forze Armate e che, per il suo spirito di abnegazione e il forte senso civico, ha deciso di continuare la sua missione in questo tipo di organizzazione.
Il personale sarà dislocato lungo tutto il territorio nazionale, comprese le zone più sperdute e dimenticate, con un solo compito: estirpare per sempre la microcriminalità, la malavita organizzata e l’ecomafia». E’ quanto ha esposto Carmine Bennato, Generale in ausiliaria dell’Esercito Italiano e Responsabile Nazionale per la Funzione Pubblica del SIPU, durante la presentazione del progetto all’Onorevole Gianfranco Paglia, Medaglia d’oro al Valor Militare e deputato di Futuro e Libertà per l’Italia. L’alto ufficiale ha evidenziato come la priorità del progetto sia quella di sanare, una volta per tutte, il problema del precariato militare, soprattutto tra gli over 40 le categorie con maggiori difficoltà di reinserimento nel mondo del lavoro.

La differenza tra questo progetto e quello presentato dalla Lega Nord sta nel fatto che qui non dobbiamo inventare nulla di nuovo; tutto il personale citato nel progetto già esiste. Niente fantasie di Battaglioni regionali o strane milizie bensì un’organizzazione molto simile a quella dei Corpi Ausiliari dello Stato, che già da anni operano con successo sotto il controllo dello Stato Maggiore dell’Esercito e del Ministero della Difesa. Per quanto concerne le leggi dovremmo rispolverare le vecchie norme del 1861, con gli opportuni adattamenti alle attuali problematiche.
La Moderna Guardia Nazionale, sarà uno strumento dotato di elevata flessibilità di impiego, costituito da un insieme di strutture ed attività che il Ministero della Difesa metterà in campo di concerto con i Ministeri dell’Interno -Protezione Civile-, dell’Ambiente e delle Attività Produttive per tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti, le infrastrutture, l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da azioni criminose e/o terroristiche e fronteggiare particolari situazioni di emergenza (emergenze umanitarie, potenziale pericolo di azioni belliche da parte di Paesi confinati, ecc.). In poche parole, il servizio si occuperà di tutte le problematiche legate alla previsione e prevenzione del rischio sicurezza che insiste in un determinato territorio e dovrà far fronte ad eventuali emergenze per limitare le conseguenze negative sulla comunità.
Il Corpo sarà composto da:
un Reparto Comando e Supporto Generale Nazionale delle Forze di Completamento costituito da personale in servizio permanente, con compiti tecnico-operativi e logistici, cui competerà il costante addestramento del personale in congedo e il coordinamento-supervisione dei Corpi Ausiliari (Corpo Militare CRI e ACISMOM) e Nuclei Operativi Autonomi d’Emergenza;
Reparti Operativi Autonomi d’Emergenza, con giurisdizione territoriale provinciale, costituiti da personale in servizio permanente della Guardia Nazionale e volontari dei Corpi Militari Ausiliari delle FFAA, cui spetteranno il monitoraggio e controllo delle aree urbane ed extraurbane per il mantenimento degli standard di sicurezza previsti e il soccorso sanitario.
Con una simile organizzazione, in caso di attivazione su larga scala, la Guardia Nazionale potrà mettere in campo non solo i reparti e le unità delle Forze di Completamento, ma anche: formazioni campali, gruppi sanitari mobili, ospedali da campo, treni ospedali, posti di soccorso, reparti di soccorso motorizzati. Le Forze di completamento rappresenteranno la vera pedina operativa della Guardia Nazionale: uomini militarmente preparati formatisi nei Reparti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri, in grado di fronteggiare situazioni di ogni genere.
I Corpi Ausiliari costituiranno la specificità sanitaria-giuridico legale internazionale dell’organizzazione, poiché metteranno a disposizione il personale medico/infermieristico e legale/giuridico, con i relativi mezzi.
Non mancheranno infine i militari della Riserva Selezionata, una branca della Riserva delle Forze Armate costituita da personale altamente specializzato, con requisiti difficilmente reperibili in ambito militare.

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