Sicurezza nei luoghi di lavoro: la Polizia di Stato “chiude” due stabilimenti cinesi nel fermano

di Roberto Mattei

Ascoli Piceno, 26 settembre 2011 – Ancora una encomiabile operazione della Polizia di Ascoli Piceno, tesa a contrastare il lavoro nero, la manodopera clandestina e il rispetto delle norme in materia di tutela  della  salute  e  sicurezza nei luoghi di lavoro.

Gli uomini della Squadra Amministrativa del commissariato piceno, coadiuvati dai militari della Guardia di Finanza di Fermo, la Polizia Locale di Porto Sant’Elpidio e il personale della ASUR 11, nel corso di un’attività ispettiva finalizzata al controllo delle attività produttive gestite da cittadini cinesi, hanno posto sotto sequestro due laboratori di Porto Sant’Elpidio, specializzati nella lavorazione di calzature, non in regola con le norme di igiene e salubrità nei posti di lavoro.

 

All’interno delle unità produttive, gli operai, tutti della repubblica popolare cinese, lavoravano manipolando e respirando materiali nocivi per la salute e privi delle previste tutele di legge. Nel corso dell’operazione, le forze dell’ordine hanno rinvenuto anche una cittadina cinese clandestina, che è stata prontamente espulsa dal territorio nazionale.

I titolari dei due opifici sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per violazione degli articoli 29 e 64 del decreto legislativo n. 81/2008 – Attuazione  dell’articolo  1  della  legge  3 agosto 2007, n. 123, in materia  di  tutela  della  salute  e  della sicurezza nei luoghi di lavoro e sfruttamento dell’immigrazione clandestina.

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