Ancona, SAPPE “scatenato” contro il sovraffollamento del carcere di Montacuto

La struttura progettata per accogliere 178 persone ospita oggi 448 detenuti, alcuni dei quali “sistemati” nelle stanze destinate alle attività ricreative, prive di bagni e per questo costretti a far pipì dentro contenitori improvvisati.

Ancona, 13 settembre 2011 – Il problema del sovraffollamento delle carceri italiane sembra proprio non trovare una soluzione. Più volte le organizzazioni sindacali di categoria hanno denunciato il problema alle competenti autorità, evidenziando le gravi situazioni igieniche e in generale le condizioni disumane, in cui sono costretti a vivere migliaia di detenuti. Un sistema carcerario al collasso, dove, a fronte di una capienza regolamentare di 45.681 unità, vivono 66.942 detenuti, dislocati nei 207 penitenziari sparsi lungo il territorio nazionale.

Nelle Marche è il carcere di Montacuto, ad Ancona, a far parlare di se, dopo l’intervento del Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria (SAPPE).  L’organizzazione ha denunciato lo stato di degrado del carcere, con locali privi di bagni che costringono i reclusi a urinare all’interno di “contenitori” improvvisati e dove vivono ben  270 detenuti in più rispetto al valore massimo previsto di 178 persone. Un carcere strapieno dove, per ospitare le “eccedenze”, si è dovuti ricorrere all’assegnazione dei locali normalmente utilizzati per lo svolgimento delle attività ricreative che, proprio per la loro particolare destinazione d’uso, sono privi di bagni. E’ facile immaginare quindi la situazione di disagio in cui versano queste persone per soddisfare i più immediati bisogni fisiologici.

«E’ una cosa vergognosa» ha affermato il segretario regionale SAPPE Aldo di Giacomo, che ha chiesto un immediato intervento del governo per una situazione drammatica, oltre i limiti dell’accettabilità.

 

di Roberto Mattei

 

13 settembre 2011

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