Muore speleologo a Recanati. Stessa fine per uno speleosub in Irlanda

di Pamela Alfonsi

Giorni tragici per gli “esploratori di caverne” sia In Italia che in Irlanda. Ieri mattina è morto Alfredo Campagnoli, 59 anni, un dipendente del Comune di Recanati che stava effettuando un sopralluogo in via Aldo Moro, mentre oltremare ci lascia anche il giovanissimo speleosub Artur Kozlowski, un polacco di 34 anni che si era immerso nella Pollonora Cave, a nord della cittadina di Gort, nella contea di Galway.

Alfredo Campagnoli ieri mattina non era a lavoro poiché aveva aderito allo sciopero della Cgil, e si era calato all’interno di un tombino in via Aldo Moro per conto di un’azienda che gli aveva chiesto un’ispezione proprio nella zona in cui passa il vecchio acquedotto pontificio della cittadina. I due amici che lo attendevano in superficie, non vedendolo arrivare, dopo una mezzora buona passata là sotto, si sono preoccupati e hanno chiamato i soccorsi. Inutili tutti i tentativi degli operatori del 118 di raggiungerlo: il passaggio era troppo stretto e l’uomo, rimasto evidentemente incastrato all’interno del cunicolo, non rispondeva neanche ai richiami esterni. Quando i vigili del fuoco sono giunti sul posto, riuscendo ad arrivare a Campagnoli, l’uomo era ormai privo di vita. Sono ancora da stabilire le cause del decesso che l’autopsia provvederà ad accertare a partire da domani mattina. Si pensa possa essere stato un improvviso malore oppure una letale intossicazione di monossido di carbonio a provocare la morte del dipendente, speleologo esperto, grande divulgatore della speleologia soprattutto nel settore della didattica e delle cavità artificiali, fondatore del Gruppo Speleologico di Recanati, nonché marito e padre di due figli di 29 e 30 anni.

Ancora oscure invece le cause del giovane morto in Irlanda, un vero esperto del diving, insegnante e detentore di un record stabilito nel 2008 a Pollatoomary: raggiunse i meno 103 metri, toccando così nel tempo massimo mai raggiunto le acque più profonde tra le sub-caverne sparse per l’Irlanda e la Bretagna. Da allora si era cimentato nello scoprire luoghi finora inesplorati e aveva dedicato la sua attenzione proprio all’enorme sistema di caverne che si estende nella contea di Galway.
Ieri si era immerso verso le tre di pomeriggio ed era equipaggiato per restare circa 6 ore sott’acqua. Alle 21 e 30, quando i suoi due amici non lo hanno visto riaffiorare in superficie, allarmati hanno dato l’allarme e sono iniziate le ricerche durate ben 22 ore. Il corpo è  stato ritrovato oggi all’interno di questa grotta che, secondo la Irish Cave Rescue Organisation, si sviluppa per 810 metri ed ha una profondità di 52 metri. Inspiegabile è stato il ritrovamento di tutta la sua apparecchiatura ancora intatta sul lato opposto e più lontano dalla caverna. Anche qui da verificare come mai un giovane così abile ed esperto nel suo campo, abbia trovato la morte in una “normale” esplorazione di routine.

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