Marche – salve le concessioni balneari, archiviata la direttiva Bolkestein

di Patrizia Tarli

Le concessioni balneari non saranno più messe all’asta – un sospiro di sollievo per le 1.300 imprese turistico balneari a gestione familiare presenti sulla costa marchigiana, dopo l’approvazione da parte della Camera della legge contenente le norme contro la direttiva Bolkestein e che avvia l’iter per la chiusura della procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea contro l’Italia.

La legge archivia la direttiva Bolkestein e contiene una delega al Governo affinché possa stabilire la normativa che regoli il settore.

Ciò è avvenuto mediante l’approvazione, da parte del Governo, di ordini del giorno presentati dall’Idv, con i quali si impegna “a riconoscere la specificità del settore del turismo ricreativo balneare nazionale e ad attivare gli strumenti che la stessa Comunità europea indica per la possibile esclusione delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative dalla direttiva servizi e a proporre alla Commissione europea modifiche volte a escludere le concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo dalla direttiva servizi, nonché a giungere alla definizione di un quadro legislativo per il settore fondato su una durata delle concessioni proporzionata all’entità degli investimenti e che salvaguardi gli investimenti effettuati dalle imprese stesse” – secondo quanto dichiarato dall’onorevole marchigiano, Ricci.

Nonostante il pericolo rimanga fino a che non sarà completato l’iter che consente di chiudere la procedura di infrazione, ciò per il momento tranquillizza i titolari di chalet e imprese turistico balneari, i quali essendo ( come già ricordato ) a prevalente conduzione familiare, coinvolgono un indotto di quasi 10 mila persone e su cui un intervento simile, in questo momento di crisi, avrebbe avuto come risultato di lasciare molte famiglie senza lavoro e di distruggere l’economia locale – questo il succo delle dichiarazioni dell’onorevole David Favia dell’Idv.

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook