Folignano, nuove speranze per il piccolo Jason: sarebbe ancora vivo, forse in Svizzera

di Roberto Mattei

Katia Reginella, mamma del neonato scomparso, avrebbe confermato ai magistrati la morte accidentale del bambino, seppellito poi in un bosco nei pressi di Castel Trosino (AP). Per il marito, invece, il fanciullo non è morto ma affidato a persone fidate, molto vicine alla donna.

Ascoli Piceno, 23 luglio 2007 – Ancora una volta Folignano al centro dell’attenzione dei media. Nel tranquillo paesino della provincia di Ascoli Piceno, divenuto tristemente famoso per aver ospitato Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito arrestato per l’omicidio della moglie, Carmela Rea (Melania), un increscioso episodio di cronaca, sempre legato all’ambito familiare, scuote la comunità locale e la nazione: l’arresto di due giovani coniugi abruzzesi per maltrattamento del loro figlioletto di 2 mesi, aggravato dalla presunta morte dello stesso nonché dall’occultamento del cadavere. Stando alla testimonianza resa dalla mamma, Katia Reginella, di 24 anni, originaria di Nereto in provincia di Teramo, il bambino sarebbe morto per un incidente domestico.
«Mi è scivolato dalle mani», avrebbe detto agli inquirenti, fornendo anche indicazioni circa il luogo della sepoltura, avvenuta nell’ascolano in un’area boschiva nei pressi di Castel Trosino. Gli uomini dei carabinieri hanno battuto palmo a palmo tutta la zona risalendo verso il Parco nazionale dei Monti della Laga, in direzione Valle Castellana (TE), senza tuttavia ritrovare il corpicino. Tutto era partito da un segnalazione dei servizi sociali del comune di residenza, alla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno. Katia Reginella e il marito Denny Pruscino, un operaio di 30 anni, avevano avuto altri due figli, un maschio e una femmina divenuti invalidi misteriosamente: il primo scivolato mentre faceva il bagnetto, mentre la femminuccia avrebbe riportato un ritardo intellettivo per un problema congenito.
Sul caso erano state aperte due inchieste poiché nessuno credeva al racconto dei due coniugi, soprattutto della mamma, descritta da tutti come una donna immatura. La preoccupazione dei servizi sociali era quella che le menomazioni fossero state procurate non accidentalmente, come sostenuto dalla coppia, ma a seguito di maltrattamenti. Le indagini avevano poi accertato solo un caso di trascuratezza e irresponsabilità da parte dei genitori nei confronti dei propri figli e niente di più, per questo il pm aveva chiesto l’archiviazione del caso. I bambini erano stati comunque dati in affidamento. Con l’arrivo del terzo figlio, Jason, lo scorso mese di maggio, i servizi sociali si erano subito attivati e, non avendo ricevuto più notizie del fanciullo, preoccupati, avevano provveduto a segnalare il fatto alle autorità competenti.
Secondo la ricostruzione del GIP, Carlo Calvaresi, l’eventuale morte del piccolo non sarebbe riconducibile a una circostanza accidentale ma a «fatti di incuria e di vero abbandono del neonato», da parte dei genitori o addirittura a episodi più gravi aventi carattere di volontarietà. Ha riaperto le speranze oggi, la dichiarazione di Denny Pruscino, secondo il quale il figlio sarebbe ancora vivo e affidato a persone vicine alla moglie. L’uomo avrebbe fornito anche indicazioni dei possibili luoghi, tra cui il territorio svizzero.

 

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