Melania Rea, arrestato Salvatore Parolisi per omicidio volontario pluriaggravato

di Roberto Mattei

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata al militare questa mattina alle 8.40, sul posto di lavoro. L’interrogatorio di garanzia è fissato per  il 20 luglio 2011.

Clamorosa svolta nel caso di Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana trovata morta nel bosco delle casermette, a Ripe di Civitella (TE), lo scorso 20 aprile. Salvatore Parolisi, unico indagato per l’omicidio della moglie, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del Comando Provinciale di Ascoli Piceno.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere gli è stata notificata alle 8.40 sul posto di lavoro, il 235° RAV, dove lo scorso lunedì aveva ripreso servizio. Giusto il tempo necessario per  le previste foto segnaletiche in caserma e il trasferimento immediato presso il supercarcere di Marino del Tronto (AP). Il caporalmaggiore si è mostrato sereno, tranquillo come sempre e ha seguito gli inquirenti con quella pacatezza che presentano solo coloro che non hanno nulla di che preoccuparsi.

E così, dopo aver scartabellato le 88 pagine del fascicolo sul caso di Melania Rea, il GIP del capoluogo piceno, Carlo Calvaresi, ha deciso di accogliere la richiesta del sostituto procuratore Umberto Monti e spedire in carcere il caporalmaggiore scelto dell’esercito. Non si è trattato di un provvedimento improvvisato ma di una decisione presa dopo un’attenta valutazione, a 360 gradi, del lavoro svolto dagli inquirenti. L’accusa è gravissima: omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri, un reato che la legge punisce con l’ergastolo. Ma a far scattare le manette sono state la ferocia e la consapevolezza con cui ha agito nei confronti della donna, caratteristiche queste che – secondo l’accusa –  fanno dell’uomo un individuo «estremamente pericoloso», in grado di uccidere ancora.

 

Per gli investigatori, l’omicidio sarebbe avvenuto proprio in Abruzzo e alla base di tutto ci sarebbe la relazione che il militare intratteneva con Ludovica, la soldatessa che aveva frequentato il 235° Rav “Piceno”, dove Parolisi era istruttore, e della quale l’uomo era divenuto amante. Una relazione stabile, insomma, e non una scappatella. A dar man forte a questa ipotesi: i messaggi recuperati su Facebook in virtù di una rogatoria internazionale, dai quali sarebbe emersa una certa insistenza da parte di Ludovica affinché il caporalmaggiore lasciasse la moglie e il fatto che l’uomo avrebbe cancellato il suo profilo, “Vecio Alpino”, sul noto social network,  il 19 aprile scorso, proprio il giorno dopo la scomparsa di Melania, quando ancora nessuno sapeva che la donna era stata uccisa. Quale marito, infatti, sapendo che la moglie è data per dispersa eviterebbe di partecipare alle sue ricerche preoccupandosi però di cancellare i dati di una relazione in rete? Questo comportamento sospetto, secondo gli investigatori, proverebbe che Parolisi già sapeva che la moglie era morta e si stava preparando ad affrontare le successive indagini facendo scomparire ogni possibile traccia.

 

La preoccupazione più grande adesso è tutta per la bambina, Vittoria, che dopo la morte di Melania ha sempre fatto la spola tra il papà e la famiglia Rea. E’ l’ultimo pensiero espresso da Michele Rea dopo l’arresto del genero.

 

Per domani è fissato l’interrogatorio di garanzia dell’uomo.

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