Palio degli sbandieratori: vittoria di PORTA ROMANA

di Alessandro Molinari

Vittoria con solo 1 punto di scarto su Porta Maggiore.

Serata di grande festa a Porta Romana per la prima storica vittoria del Palio degli Sbandieratori. Una vittoria arrivata all’ultimo istante, con un solo punto di scarto sui secondi di Porta Maggiore, ma che è stata legittimata dal successo in tre specialità sulle cinque in gara. Alla fine tutti, dal Magnifico Messere Guido Castelli, al segretario dell’Ente Quintana Giacinto Federici, si sono complimentati con le squadre in campo. Nessuno si è risparmiato e tutti hanno regalato grande spettacolo al pubblico. Fabrizio Ercoli da singolarista e in coppia con Nicola Gattoni, ha fatto la differenza, ma relegare al terzo posto Luca Sansoni e i gemelli Francesco e Maurizio Sardi è parso un po’ ingiusto.

E proprio sul verdetto dei giurati, sembrato poco corrispondente alla verità, che si è scatenata la protesta dei figuranti e dei supporters. Sarebbe bastato che uno dei due verdetti avesse agevolato il secondo posto di Porta Maggiore in una delle due specialità e la vittoria finale sarebbe andata ai neroverdi del Console Davide Vitelli. E alla fine i commenti degli addetti ai lavori si sono soffermati proprio sul verdetto dei Giudici. Niente da dire contro la prova di Andrea Frollo della Piazzarola che si è conquistato il suo storico secondo posto nel Singolo con una prova lineare e senza sbavature. Magari, non era un esercizio difficoltoso come quello di Luca Sansoni ma le penalità dei due sono state pressoché le stesse.

 

Stesso discorso per la coppia di Porta Tufilla composta da Stefano Sermarini e Gianluca Capriotti. A priva vista, non è sembrato un numero di difficoltà superiore a quella dei gemelli Sardi e per questo ha destato una certa sorpresa vedere i rossoneri guadagnare il secondo posto a discapito proprio dei due neroverdi. In tutto questo, però, vanno fatte anche alcune considerazioni. Sansoni è stato bravo, ma ha commesso una ingenuità che alla fine gli è stata fatta pagare a caro prezzo, ma l’ha commessa. Fabrizio Ercoli si è dimostrato un vero numero uno e ha di certo aumentato il rimpianto della dirigenza di Sant’Emidio che un po’ troppo distrattamente l’ha lasciato andare a Porta Romana. Ercoli ha i colori rossoverdi nel cuore e domenica sera a premiarlo c’era pure l’amato nonno Alvaro Pespani, storico Console di Sant’Emidio visibilmente commosso.

Fabrizio è giovane e gli vanno perdonati pure i gesti sconsiderati che ha fatto al termine della gara del Singolo o dopo il verdetto. Certi gestacci possono essere evitati, ma vanno capiti. Dall’altra parte il Sestiere di Sant’Emidio ha deciso di non affiliarsi alla Fisb (costo 7.000 euro) e di rimanere legati alla sbandierata all’ascolana, fatta di aste di legno e piombo sulle punte. La Federazione in tal senso ha fatto una deroga per far comunque gareggiare gli atleti rossoverdi alle esibizioni in piazza Arringo, ma poi li ha squalificati perché non iscritti. Una decisione senza senso. Una volta accettata la deroga a partecipare alle gare, i ragazzi vanno valutati e penalizzati per quello che fanno o no in campo. Non perché non sono iscritti alla Federazione. Il quinto posto della Piccola Squadra di Sant’Emidio, a discapito della Piazzarola è, però, una bella soddisfazione per i ragazzi allenati da Angelo Piciacchia.

Altra considerazione va fatta per Porta Tufilla. Il malanno accusato da Mirko Traini a causa del colpo di calore avuto nel torrido pomeriggio ha sicuramente influito sull’esibizione di tutta la squadra rossonera. Gianluca Capriotti, però, che nel Singolo pareva aver trovato la formula giusta per essere il “Re della bandiera” è invece naufragato in una prestazione non all’altezza del suo talento. Male anche la Grande Squadra rossonera preceduta dai ragazzi della Piazzarola.

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