Ascoli Piceno, la Lega Nord Marche scende in piazza contro ius soli e immigrazione clandestina

Manifestazione prevista il primo giugno nel capoluogo piceno e il due giugno a San Benedetto del Tronto. Il segretario provinciale del Carroccio: «Daremo un segnale forte».

«Il reato di clandestinità andrebbe abrogato». E’ la dichiarazione del neo ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione del governo Letta, Kashetu Kyeng, frase che nei giorni scorsi ha accresciuto l’indignazione di alcuni cittadini italiani. A rendere la situazione ancora più tesa, la proposta di istituire lo ius soli per agevolare l’integrazione degli stranieri nel nostro Paese.

Sull’argomento è intervenuto il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, evidenziando la contrarietà del partito alla cittadinanza facile. «Appena insediata – ha detto il presidente della Regione Lombardia  – la Kieng ha parlato di abolizione del reato di clandestinità e di ius soli. E le sue parole sono rimbalzate immediatamente laddove si origina l’immigrazione clandestina. Insomma, le organizzazioni che prosperano sul traffico degli immigrati hanno capito che potevano riprendere le loro attività criminali». Quanto a esternazioni offensive contro il responsabile del dicastero per l’integrazione, Maroni ha ribadito che «la Lega non è mai stata razzista – e ha aggiunto – È vero, sono state dette cose sgradevoli o peggio, come ha fatto Borghezio. Commenti assolutamente fuori luogo dai quali ho preso le distanze. Noi ci confrontiamo sulle idee, rispettando sempre chi le espone. Quelle del ministro non le condividiamo, ma avremmo avuto la stessa reazione se a parlare di ius soli e di abolizione del reato di clandestinità fosse stato Enrico Letta».

Queste le motivazioni per cui sono state indette dalla Lega diverse manifestazioni di protesta con l’intento di raccogliere firme e ribadire la propria contrarietà alla cittadinanza facile e all’immigrazione clandestina. Nel Piceno ultimo baluardo del Carroccio e storicamente linea di confine tra Stato della Chiesa e Regno delle Due Sicilie, le manifestazioni saranno sabato 1 giugno ad Ascoli Piceno e domenica 2 giugno a San Benedetto del Tronto

«Ciò che si intravede dalla proposta del ministro, visto che siamo in tema di locuzioni latine, è un cupio dissolvi del nostro Paese – ha commentato Nadia Lucadei segretario provinciale della Lega Nord per Ascoli Piceno e Fermo. Ad eccezione del nostro partito, nessuno si domanda quali potrebbero essere le conseguenze economiche di un melting pot derivante dallo ius soli e dalla regolarizzazione dei clandestini. Dove potremmo mai trovare le risorse finanziarie per far fronte a un simile aggravio di costi, tra l’altro facilmente prevedibile in un contesto di crisi economica come quello attuale? Una proposta di legge così incosciente attirerebbe inoltre nel nostro Paese milioni di extracomunitari tra donne in stato di gravidanza e famigliari dei nuovi italiani. Nel giro di pochi anni l’Italia diventerebbe così affollata che non sarà più possibile trovare un lavoro e saremo noi, alla fine, a dovercene andare da “casa” nostra».

La Lucadei ha inoltre dichiarato che i Centri per l’Identificazione e l’Espulsione degli stranieri irregolari – i famigerati “CIE” di cui molto abbiamo sentito parlare in questi giorni –  siano uno strumento diffuso in tutta Europa, derivante da una politica migratoria comune agli Stati dell’Unione Europea e sancita negli accordi di Schengen del 1995. «Stare in Europa significa innanzitutto rispettare le regole comuni. Se esistono i CIE è perché nessun paese dell’unione vuole dei clandestini sul proprio territorio. Inoltre, occorre ricordare che queste strutture sono gestite dalla Croce rossa Italiana, dalla Confraternita delle Misericordie d’Italia e comunque da associazioni che operano nel sociale e che sanno accudire nel migliore dei modi queste persone. Sono certa che il primo giugno ad Ascoli e il due a San Benedetto daremo un segnale forte al neo ministro Kyeng e al governo Letta, su tematiche che ci sono a cuore da sempre, come immigrazione clandestina, cittadinanza e integrazione».

di Roberto Mattei

22 maggio 2013

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