Force, tornano i lupi: 12 pecore sbranate

E’ accaduto nell’azienda agricola Luigi e Michele Basocu, a circa 30 Km da Ascoli Piceno. Gli ovini sono stati assaliti  in pieno giorno da un branco inferocito. Il tempestivo intervento dei titolari ha limitato i danni.

pecore_sLa notizia è di quelle che se non fosse stata data da un’associazione prestigiosa come la Coldiretti, qualcuno probabilmente penserebbe a una frottola per attirare lettori. E invece è tutto vero. Un gregge di oltre 200 pecore è stato attaccato in pieno giorno, a Force, in provincia di Ascoli Piceno, da un branco di lupi inferociti, che hanno dato origine a una vera e propria mattanza. Dodici gli ovini sbranati e uccisi sul posto, mentre 15 risultano ancora dispersi, probabilmente trascinati altrove dai predatori per poterli divorare in tranquillità.

Fino ai primi del 1900, il lupo era molto diffuso in tutto il territorio piceno, soprattutto sui monti. Dopo la prima guerra mondiale, iniziarono le persecuzioni nei confronti del mammifero che, sempre con maggiore frequenza, preferiva predare il bestiame domestico a quello selvatico, con ovviamente un dispendio di energie minore rispetto alla seconda alternativa. Ogni strumento era buono per disfarsi di questo animale che i contadini ritenevano pericoloso e dannoso per le colture e il bestiame: tagliole,  armi da taglio o da fuoco, bocconi avvelenati, fino ad arrivare alla distruzione delle loro tane.

Nel giro di pochi anni la popolazione venne ridotta a circa 105 esemplari in un’area compresa tra i Monti Sibillini e la Sila (indagine Boitani-Zimen del 1972). Ma a partire dal  1971  prese il via un vero e proprio programma di ripopolamento di questo mammifero, favorito sopratutto dalle prime politiche di conservazione della fauna selvatica promulgate nel 1976. Così, oggi, si contano circa un migliaio di esemplari in tutto l’appennino e il lupo è tornato ad avvicinarsi alle case dell’uomo attratto dalle facili prede negli ovili e nei pollai.

 Ne sa qualcosa l’imprenditore Luigi Basocu, che, assieme al fratello Michele, gestisce un’azienda agricola in via Selva a Force e che ha assistito inerme all’incursione. «Siamo stati avvertiti da un vicino che, mentre seminava il mais nel suo campo, ha visto alcuni agnelli correre fuori dal recinto. E’ stata una fortuna perché altrimenti avremmo rischiato di perdere l’intero gregge, duecentocinquanta capi, e, con loro, tutta la nostra attività». E’ il racconto fatto dall’uomo alla Coldiretti provinciale. Negli anni precedenti la loro azienda aveva già subito aggressioni di questo tipo da parte dei lupi,  ma questa è la più grave di tutte.

Secondo un’analisi condotta dalla Coldiretti, nel 2012 sono stati uccisi dai lupi circa un migliaio tra pecore, vitelli e cavalli. La situazione ora rischia di precipitare considerato che, dall’inizio del 2013, non esiste più una copertura finanziaria per eventuali danni subiti dagli allevamenti. Dopo che nel 2012 gli indennizzi hanno raggiunto la cifra di 150 mila euro, dal primo gennaio scorso è di fatto decaduta la validità dell’ultima delibera della giunta regionale in materia, lasciando di fatto le aziende “scoperte”.

Una situazione che sta creando un certo allarme nelle campagne, sottolinea Coldiretti, anche in considerazione del fatto che l’ultimo provvedimento della Regione in materia, aveva già rivisto al ribasso gli importi previsti dalla legge, dimezzandoli. Gli allevatori che hanno un animale ucciso dai lupi si vedono così rifondere una minima parte del valore dell’animale, oltre a dover pagare di tasca propria lo smaltimento della carcassa.

di Roberto Mattei

19 maggio 2013

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