“Ferite a morte”: lo Spoon River del femminicidio all’Auditorium Parco della Musica di Roma

Uomini a cui il concetto di umanità è del tutto sconosciuto; uomini che amano nascondersi dietro il falso volto di fidanzati premurosi o mariti fedeli. Gli stessi uomini che poi, dentro le mura domestiche, sono più simili a bestie che ad esseri umani. E’ la storia di Melania, Giovanna, Paola, Francesca. Tutte mogli innamorate, tutte madri, figlie, fidanzate esemplari, tutte giovani donne con un’unica colpa: quella di amare troppo. Tutte donne barbaramente uccise da coloro i quali amavano di più e a cui avevano votato la loro stessa esistenza. No more. Adesso basta. Dopo tanta indifferenza da parte delle istituzioni, lunedì 8 aprile si leverà forte l’urlo della battagliera Serena Dandini che sarà in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma con lo spettacolo “Ferite a morte“. E’ così che il palco della sala Sinopoli accoglierà lo “Spoon River delle donne uccise per mano maschile”.
Lo spettacolo, scritto in collaborazione con la demografa ricercatrice del Cnr Maura Misiti, è tratto dal libro omonimo della Dandini e racconta, attraverso una serie di monologhi,la storia di donne che non possono più parlare, restituendo la voce a ciascuna di loro.

“Si parla dell’attivista messicana morta perché protestava contro  il massacro delle donne a Ciudad Juarez; c’è la bambina afghana uccisa solo perché andava a scuola” spiega la Dandini che, dopo l’anno sabbatico trascorso lontano dalla tv nonostante le proposte arrivatele da La7 e Rai, decide di scendere in campo per tutte le vittime della violenza cieca di mariti, compagni e padri. Partito simbolicamente da Palermo, “Ferite a morte” è dedicato a Carmela Petrucci, uccisa dall’ex fidanzato della sorella. “Abbiamo cominciato a scrivere il libro per rabbia. Volevamo usare la libertà della scrittura per colpire al cuore perché più le donne si emancipano, più i delitti aumentano”.
Immenso è il progetto teatrale che la Dandini ha deciso di portare nelle principali italiane. “Voglio dare vita e colore a donne diventate ormai dei numeri e che in tv finiscono spesso per essere uccise per la seconda volta, sull’altare dell’Auditel”.  Lo spettacolo rappresenta di fatto una richiesta all’opinione pubblica di sottoscrivere la convenzione “No more” contro il femminicidio. Un’iniziativa per ottenere, da parte del governo e delle istituzioni, l’approvazione di proposte per prevenire e contrastare la violenza sulle donne, oltre che la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011). Ricordando che la morte è solo la punta dell’iceberg perché, per una donna morta, ce ne sono centinaia che fanno una vita d’inferno, la Dandini spiega come il fenomeno del femminicidio in Italia sia trasversale: colpisce, senza alcuna differenza, Nord e Sud, borghesia e ceti medi.
L’iniziativa è un monito alla riflessione. Monito rivolto agli uomini affinché ciascuno possa farsi un esame di coscienza. L’ultima tappa del tour è prevista a Torino il 12 aprile. Sul palco a Roma troveremo, accanto alla Dandini, Sonia Bergamasco, Anna Bonaiuto, Emma Bonino, Margherita Buy, Susanna Camusso, Federica Cifola, Lella Costa, Concita De Gregorio, Orsetta De Rossi, Piera Degli Esposti, Donatella Finocchiaro, Iaia Forte, Sabrina Impacciatore, Loredana Lipperini, Paola Minaccioni, Maura Misiti, Crlotta Natoli, Isabella Ragonese, Fiorenza Sarzanini. L’incasso della serata sarà devoluto ai centri anti-violenza Erinna di Viterbo, Donna Lilith di Latina, Donna L.I.S.A di Roma, Sostegno Donna di Frascati Cocciano. I biglietti sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium Parco della Musica (viale Pietro De Coubertin, 30) tutti i giorni dalle ore 11 alle ore 20 e online dal sito www.auditorium.com . Sul sito www.feriteamorte.it sarà aggiornato, giorno per giorno, il diario di bordo del progetto teatrale di Serena Dandini.

Eleonora La Rocca
2 aprile 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook